“Le modifiche in materia di Imu non soddisfano le aziende agricole della Granda”

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“Le modifiche in materia di Imu non soddisfano le aziende agricole della Granda”

“Le modifiche introdotte in materia di Imu sulle aziende agricole non ci soddisfano del tutto perché non sono in grado di mitigare, come ci si auspicava, gli effetti dell’imposta sulle realtà della Granda”. Così Confagricoltura Cuneo commenta con perplessità l’approvazione del Decreto Legge Fiscale da parte del Senato. Il provvedimento passa ora all’esame della Camera, che dovrà convertirlo definitivamente in legge entro il 1° maggio.
È stato confermato il percorso stabilito al tavolo fiscale ovvero che il gettito in agricoltura non debba superare per l’anno in corso un contributo aggiuntivo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni. Via libera all’esenzione per i fabbricati rurali strumentali situati nei comuni di montagna con altitudine superiore a 1000 metri e l’abbattimento della base imponibile a favore dei coltivatori diretti Imprenditori Agricoli Professionali. Inoltre, i terreni agricoli condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente i 6 mila euro e con riduzioni decrescenti fino al valore di 32 mila euro.
È aumentato altresì, da 130 a 135, il moltiplicatore applicato ai fini della determinazione della base imponibile IMU dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Per i fabbricati rurali strumentali il versamento dell’imposta verrà effettuato in due rate pari al 30 per cento in acconto e al 70 per cento a saldo, rispettivamente nel mese di giugno e di dicembre, invece delle due rate di uguale importo previste dalla normativa vigente.

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