“Nando è Furioso”, ma non facciamone un dramma… - Notizie.it

“Nando è Furioso”, ma non facciamone un dramma…

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“Nando è Furioso”, ma non facciamone un dramma…

Domenicali, ma cosa mi combini? Di certo Alonso non avrà usato gli stessi termini, per esprimere l’amarezza dell’imprevisto risultato finale del Gran Premio malesiano. La colpa questa volta va anche l’astuto pilota di Oviedo. E’ facile parlare col senno di poi, ma con un’alettone danneggiato in quella maniera e le scintille che schizzavano sull’asfalto, non erano abbastanza sufficienti come avvertimento? Eppure la fortuna ha voluto, in un primo tempo, aiutare il pilota del cavallino, facendogli completare il primo, giro per rientrare subito ai box ed effettuare la sostituzione. Sfidare il destino a volte può rendersi pericoloso e così lo è stato anche per Fernando. Guidare una macchina per altri tre giri, anche senza il supporto dell’ala anteriore, con quelle condizioni atmosferiche, poteva limitare i danni, certo, ma non poteva eliminare completamente il rischio di un’azzardata e sfortunata strategia. In quelle condizioni, con la pista ancora bagnata e una gara imprevedibile (che era solo agli inizi), rischiare di ripartire dal fondo non consentiva di puntare alla vittoria, ma conquistare qualche punto per la squadra, poteva risultare molto più importante.

E questo, un team manager di grande esperienza, lo sa bene.

Sul suo profilo Twitter, Alonso però non fa drammi ,commentando l’episodio come “un’esperienza da non ripetere”, e che tutto si sistemerà, nelle prossime 17 gare. Rabbia repressa o fiducia nelle proprie potenzialità, la verità è che ancora una volta la Ferrari è costretta a rincorrere e sperare. Questa volta però, i tifosi della rossa, non accetteranno un altro flop.

Chi sta peggio della scuderia di Maranello, nonostante la doppietta, sono proprio gli uomini di Adrian Newey. Leggi Red Bull e traduci perfezione, in tutti i sensi. Ma non è così. Da un paio di anni la coppia delle “lattine blu” mostra segnali di degrado, e non parliamo certo delle gomme. Guidare una vettura eccellente, sotto tutti i punti di vista, non ha bisogno di molti sforzi. Il problema è chi è all’altezza di pilotare una simile creatura. Da tre anni a questa parte, Sebastian Vettel si è dimostrato molto efficace e spesso, come è accaduto ieri ,si è fatto prendere dall’agonismo in modo troppo arrogante.

Anche nelle migliori scuderie ci sono delle regole da rispettare e Mark Webber questo lo sa bene. Lo sfogo a fine gara del pilota australiano, può essere capito, ma fino ad un certo punto. E’ vero che Vettel, con quel sorpasso azzardato rischiava di buttare fuori pista entrambi, immaginando cosa sarebbe successo all’uscita dall’abitacolo. Ma è anche vero che nessuno ha costretto Webber a rinnovare il contratto, di anno in anno, con il Team austriaco, sapendo benissimo a cosa sarebbe andato in contro. A chi non farebbe piacere, che a 37 anni, dopo una carriera di alti e bassi (più bassi che alti), terminare alla grande in una squadra vincente anche se in una figura da co-protagonista? L’importante è partecipare. O no?

Al di là di queste pseudo regole da “muretto”, lo sanno tutti che Vettel può agire come vuole (anche se sbagliando) e che Horner e compagni, farebbero di tutto per calmare le acque, pur di non dare torto al protagonista che gli ha resi celebri.

D’altra parte però, bisogna anche portare rispetto ai più maturi (se pur meno vincenti), compagni di squadra. Sempre che al povero Mark, sia rimasta un briciolo di dignità. Perché alla fine, “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Come dare torto ad un vecchio proverbio?

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