“Odore di disinfettante” nell’acqua minerale, una donna è ricoverata a Bari

Bari

“Odore di disinfettante” nell’acqua minerale, una donna è ricoverata a Bari

Qualche sorso di acqua da una bottiglia presa dal bar in cui lavora. Questa la causa del malore di una donna di 33 anni, dipendente di un bar di Bari, attualmente ricoverata al Policlinico in condizioni non gravi.

Avvertito il malore, la donna, ha prontamente chiamato il 118 spiegando ai soccorritori di aver avvertito mentre beveva un forte odore di disinfettante e lamentando un forte mal di pancia.

Tuttavia, saranno i carabinieri del Nas ad eseguire le verifiche oltre all’Arpa, Agenzia regionale di protezione ambientale, che effettuerà le analisi sul liquido.

Sono anni che in Italia si verificano casi di acqua nociva.

Nell’ormai lontano 2003 si scatenò una vera psicosi dopo la diffusione al dettaglio di bottiglie contenenti varechina. Più di recente, fece notizia il caso della sedicenne di Palermo, che nel 2011 aveva accusato un malore dopo aver ingerito dell’acqua in bottiglia prelevata da un distributore al liceo.

Ma prima di essere immesse sul mercato, confezioni e bottiglie di acqua, da chi vengono controllate?

Quando l’acqua viene data in concessione a privati, sempre dopo espressa autorizzazione del Ministero della Sanità, si prevede secondo legge, che i controlli debbano essere eseguiti ogni due settimane o una volta al mese da parte delle ASL, oltre ai controlli della sorgente, che avvengono stagionalmente.

Purtroppo l’acqua in bottiglia, non sempre è a garanzia di controlli come accade per le altre acque destinate al consumo umano, vale a dire per le acque potabili sottoposte a controlli e analisi, come prevede il D.Lgs.

502/92. In questi casi, è l’Arpa che effettua le analisi.

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