1 marzo 222 a.C. : La battaglia di Clastidium

Storia

1 marzo 222 a.C. : La battaglia di Clastidium

Dopo aver esteso il proprio dominio sul sud Italia e sul Mediterraneo, Roma doveva pensare a sistemare i propri confini settentrionali, abitati dalle bellicose tribù celtiche della pianura padana. Dopo la vittoria del 225 a.C. nella battaglia di Talamone, località nell’odierna provincia di Grosseto, dove sconfissero un’alleanza di popolazioni galliche, la strada verso il Po era aperta. Il neo eletto console per l’anno 222 a.C. Marco Claudio Marcello decise di portare la guerra nel territorio degli Insubri, popolo che occupava la parte centrale della pianura padana. Cominciò assediando l’importante centro insubre di Acerrae, l’attuale Pizzighettone. Dopo non essere riusciti a rompere l’assedio per prestare aiuto alla cittadina, i galli, rafforzati da un contingente di trentamila gesati, dei mercenari della valle del Rodano, puntarono a Clastidium, città dei Liguri alleata di Roma situata sulla riva del Po, sperando così di farsi inseguire dalle legioni romane impegnate ad Acerrae. Marcello però andò incontro il nemico solo con la cavalleria, appoggiata da un piccolo contingente di fanteria.

Presi alle spalle i galli non poterono far altro che opporre una debole resistenza prima di provare a cercare scampo attraversando il fiume, dove la maggior parte trovò la morte. Claudio Marcello tra l’altro uccise in duello il re dei gesati, Viridomaro (o Virdumaro), ottenendo, una volta tornato a Roma, oltre al trionfo anche le spolia opima, l’onore di consacrare l’armatura e le armi del generale nemico ucciso in singolar tenzone a Giove Massimo nel suo tempio capitolino, per la terza e ultima volta nella storia dell’Urbe. Con la vittoria di Clastidium, la capitale nemica Mediolanum rimase poco difesa, cadendo facilmente in mano romana. Così per la prima volta nella storia la penisola italiana era unita politicamente.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche