"Ecco le 10 regole che ho imparato dopo la morte di mio figlio"

“Ecco le 10 regole che ho imparato dopo la morte di mio figlio”

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“Ecco le 10 regole che ho imparato dopo la morte di mio figlio”

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Richard Pringle, un giovane papà inglese, ha postato su Facebook un commovente elenco di regole di vita a un anno dalla morte del figlio Hughie

La morte di un figlio rappresenta senza dubbio la cosa più terribile e straziante per un genitore. Chi è genitore spera ed è convinto di veder crescere il proprio bambino nel modo migliore, tramite i propri insegnamenti. Questo perché poi, una volta adulto, il figlio possa cavarsela da solo nel reame dei “grandi”. Ma la malattia e la morte prematura di un figlio riescono a spazzare via ogni possibile piano.

Questo è proprio quanto è accaduto a Richard Pringle, un giovane padre inglese che ha perso il figlio Hughie all’età di soli 3 anni. La causa di morte del piccolo è stata una emorragia celebrale determinata da una patologia con la quale era nato. Secondo il racconto del padre, esisteva una possibilità pari al cinque per cento che il piccolo Hughie avesse un’emorragia. Sfortunatamente quel 5 per cento è divenuto realtà lo scorso anno. E a essa il bambino non è purtroppo sopravvissuto. “Era così tenero, gentile e amabile.

Rendeva divertenti anche le cose più noiose. Rendeva tutto divertente”. Questo è il ricordo del padre rilasciato al “Mirror” lo scorso luglio.

Le dieci regole del padre dopo la morte di suo figlio

Probabilmente con l’intento di dare un senso anche al più terribile dei lutti, Richard, a un anno dalla morte del piccolo, ha preso la decisione di condividere un post sul suo profilo Facebook. Qui racconta tutto quello che gli è stato insegnato dalla morte prematura suo bambino. In poco tempo le “10 regole” scritte da Richard sono diventate virali: ve le proponiamo qui di seguito.

  • Non potrai mai amarlo e baciarlo troppo.
  • Hai sempre tempo. Smetti di fare quello che stai facendo e gioca, anche solo per un minuto. Nulla è talmente importante da non essere rimandato.
  • Scatta molte foto e gira tanti video, un giorno potrebbero essere tutto quello che ti rimane.
  • Non spendere soldi, spendi il tuo tempo.

    Pensi che i soldi per lui hanno importanza? Le tue azioni hanno importanza. Salta nelle pozzanghere, vai a passeggiare, nuota, costruisci una fortezza e divertiti. Questo è ciò che lui vuole. Non ricordo quello che abbiamo acquistato per Hughie, ma ricordo quello che abbiamo fatto insieme.

  • Cantate tante canzoni insieme. I miei ricordi più belli sono quelli in cui Hughie era seduto sulle mie spalle o stava vicino a me in macchina mentre cantavamo le nostre canzoni preferite. Ho dei ricordi che dureranno per sempre legati a quelle musiche.
  • Apprezza le cose più semplici. Le notti in bianco, ogni libro letto, le cene insieme, le domeniche senza fare nulla. Apprezza la semplicità del tempo: questi sono i momenti che più mi mancano. Non lasciare che tali momenti speciali passino senza che tu te ne renda conto.

Bacialo sempre come se fosse un addio

  • Se ti dimentichi, torna indietro e dagli un bacio.

    Non saprai mai se quella sarà l’ultima volta che potrai farlo.

  • Trasforma le cose noiose in cose divertenti. Le spese insieme, i viaggi in macchina, le passeggiate nei negozi. Racconta qualche barzelletta, ridi, sorridi e divertitevi. Ci saranno solo momenti di noiosa routine se non farai così. La vita è troppo breve per non divertirsi.
  • Scrivi un diario, ricorda ogni cosa che fa il tuo bambino, ogni volta che illumina il tuo mondo. Le cose divertenti che dice, le cose carine che fa. Noi abbiamo cominciato a farlo solo dopo aver perso Hughie. Ora lo stiamo facendo per Hettie e lo faremo anche per Hennie. Avrai questi ricordi scritti per sempre. Quando sarai anziano potrai rileggerli e apprezzare ogni momento.
  • Sii sempre presente per tuo figlio. Dagli il bacio della buonanotte, fai colazione con lui, cammina fino a scuola insieme a lui. Accompagnalo all’università. Sii presente il giorno del suo matrimonio. Siete fortunati.

    Non dimenticatelo mai.

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