11 maggio 1860: Lo sbarco dei Mille

Storia

11 maggio 1860: Lo sbarco dei Mille

Dopo la Seconda Guerra di Indipendenza rimanevano tre gli stati italiani sul territorio: quello sabaudo, quello pontificio e quello borbonico. Non potendo ancora attaccare l’Austria (che continuava ad occupare tutto il nord-est della penisola fino alla città di Mantova) perché troppo potente, né lo Stato della Chiesa che godeva della protezione dell’imperatore francese Napoleone III, il ministro Cavour non poté fare altro che volgere lo sguardo al Sud Italia per continuare l’opera unificatrice piemontese. Aveva bisogno però di un pretesto per giustificare l’intervento torinese nella zona, fu quindi ben felice di appoggiare segretamente, ma nel maggior modo possibile, l’iniziativa che aveva in mente l’Eroe dei due mondi. Partiti dal porto di Quarto, vicino Genova, la sera del 5 maggio a bordo delle due navi concesse dall’armatore Rubattino, il Lombardo ed il Piemonte, i 1089 volontari guidati da Giuseppe Garibaldi, sbarcarono alle 13:30 nell’indifeso porto siciliano di Marsala, col discreto appoggio della marina inglese.

Cominciava così l’impresa dei Mille, che avrebbe messo fine al secolare regno borbonico delle Due Sicilie.

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