12 febbraio 1912: L’ultimo imperatore

Storia

12 febbraio 1912: L’ultimo imperatore

L’imperatrice vedova Cixi, dominatrice del regno da quasi un cinquantennio, dopo aver fatto arrestare per un tentato colpo di stato il nipote Guangxu, da lei stessa messo sul trono del Celeste Impero, decise di assegnare il trono, nel 1908, al pronipote Aisin-Gioro Pu Yi di appena due anni. Data la sua tenerissima età la reggenza venne affidata al padre fino al 1911 quando ebbe l’età legale per essere formalmente incoronato. Un regno di brevissima durata quello di Pu Yi in quanto nel frattempo i moti nazionalistici di Sun Yat-sen avevano portato alla nascita della Repubblica Cinese e la fine del millenario impero, il cui ultimo imperatore, ancora poco più che bambino, fu confinato all’interno della Città Proibita di Pechino, secondo gli accordi presi alla firma del documento di costituzione della repubblica, da lui sottoscritto il 12 febbraio 1912. In seguito fu rimesso sul trono due volte, sempre più come figura rappresentativa che come effettivo governatore del paese, prima dall’esercito, che tentò di restaurare l’antico regime, poi dall’occupante giapponese.

Catturato dall’Armata Rossa alla fine della Seconda Guerra Mondiale, fu consegnato alla Cina socialista negli anni 50, che affidò, dopo un periodo di internamento, all’ultimo discendente della dinastia Qing, l’incarico della salvaguardia del patrimonio storico nazionale e la cura del giardino botanico della capitale. Morì nel 1967 per un cancro alla prostata. Dalla sua biografia il regista Bernardo Bertolucci trasse il suo pluripremiato film L’ultimo Imperatore.

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