14 aprile 1865: L’assassinio del presidente Lincoln

Storia

14 aprile 1865: L’assassinio del presidente Lincoln

Primo presidente del partito repubblicano ad essere eletto, Abramo Lincoln si ritrovò a guidare il paese nei difficili anni della guerra di secessione, scoppiata per la sua politica di abolizione della schiavitù. Cinque giorni dopo la fine della guerra civile, vinta grazie al controverso generale Ulysses S. Grant, il presidente decise di concedersi una serata mondana, recandosi al Teatro Ford a Washington ad assistere ad Our American Cousin, commedia musicale dell’inglese Tom Taylor. Pochi istanti dopo che Lincoln prese posto nel suo palco presidenziale irruppe John Wilkes Booth, un attore della Virginia simpatizzante della causa secessionista, che al grido di “Sic semper tyrannis” gli sparò un colpo di pistola in testa. Morì qualche ora dopo in una casa nelle vicinanze del teatro dove fu portato per provare a curarlo. Il suo assassinio doveva essere parte di un piano più ampio che comprendeva la morte contemporanea di altri esponenti del governo; ma alla fine lui fu l’unica vittima.

Booth ed il resto dei cospiratori vennero catturati, processati e condannati a morte, tra questi c’era una certa Mary Surratt, che ebbe il poco invidiabile primato di essere stata la prima donna giustiziata degli Stati Uniti. Il corpo fu riportato in treno nel suo Illinois dove venne sepolto, nell’Oak Ridge Cemetery di Springfield.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche