14 luglio 1789: La presa della Bastiglia

Storia

14 luglio 1789: La presa della Bastiglia

La terribile crisi nazionale che aveva portato alla convocazione eccezionale degli Stati Generali in maggio vide il sorgere di proteste e tumulti popolari in tutte le maggiori città di Francia. Nella capitale in particolar modo, dopo che l’11 luglio il re Luigi XVI rimosse dall’incarico di Ministro delle Finanze il banchiere Jacques Necker, che stava tentando di far attuare delle riforme in campo economico e sociale atte a migliorare la condizione del popolo e per questo invise alla corte. Subito i parigini si sollevarono per protesta a quella decisione e soprattutto per timore di un’imminente repressione armata. La mattina del 14 luglio attaccarono l’Hotel des Invalides per procurarsi delle armi. Si assicurarono circa 28.000 fucili; per fornirsi della necessaria polvere da sparo guardarono alla Bastiglia, fortezza medievale adibita a prigione ma semideserta in quel periodo per gli alti costi di mantenimento, da sempre vista come simbolo dell’opprimente potere monarchico. Il governatore della prigione, Bernard-René Jordan de Launay, cercò dapprima di ragionare con gli insorti, capeggiati da Pierre-Augustin Hulin, ma quando assaltarono la Guardia Svizzera posta a difesa, diede l’ordine della resa.

Ciò non lo salvò dalla folla inferocita che lo lapidò e poi decapitò. I sette prigionieri rinchiusi vennero liberati. Questo episodio segna tradizionalmente l’inizio della Rivoluzione Francese, ed infatti è festa nazionale in Francia, ma fu un significato datogli successivamente; per i contemporanei non fu nient’altro che uno dei tanti disordini che Parigi dovette affrontare in quei giorni violenti.

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