15 aprile 1912: L’affondamento del Titanic

Storia

15 aprile 1912: L’affondamento del Titanic

Esattamente cento anni fa, quello che fu il transatlantico più grande del mondo, soprannominato non con una certa ironia postuma “l’inaffondabile”, il Titanic, incontrava il proprio destino al largo dell’Oceano Atlantico. Costruito insieme ai suoi gemelli Britannic e Olympic dalla compagnia navale inglese White Star Line , il Titanic era un gioiello di tecnologia e lusso (il biglietto di prima classe costava 3.100 dollari, 70.000 al cambio attuale), destinato a diventare il dominatore della rotta tra Inghilterra e New York. Quando il 10 aprile 1912 lasciò il porto di Southampton per il suo viaggio inaugurale nessuno immaginò che sarebbe stato anche l’ultimo. Al comando c’era il capitano Edward John Smith, probabilmente all’ultimo viaggio prima del pensionamento. Dopo aver passato la Manica si recò a Queenstown (l’odierna Cobh) in Irlanda per caricare altri passeggeri e l’11 aprile prese la via dell’oceano. Durante il quarto giorno di navigazione, il 14 aprile, cominciarono a giungere da altre navi continue segnalazioni di presenza di iceberg mai tenute in conto dagli ufficiali a bordo, che continuarono a tenere molto alta la velocità di crociera fino a che alle 23:35 le vedette Frederick Fleet e Reginald Lee avvistarono (a occhio nudo e quindi con brevissimo preavviso visto che nessuno aveva caricato dei binocoli a bordo) un iceberg di fronte alla nave.

La manovra per evitarlo del primo ufficiale William Murdoch, in quel momento al timone, causò un’enorme squarcio sul fianco destro che coinvolse ben sei compartimenti. Il costruttore della nave, Thomas Andrews, che si trovava a bordo, in seguito ad alcune analisi calcolò che sarebbe affondata entro due ore al massimo. La gravità dell’evento venne inizialmente sottostimata anche perché non ci furono sconvolgimenti visibili alla normale navigazione, persino quando iniziarono le prime operazioni di salvataggio molti passeggeri non diedero peso alla cosa. Il Titanic era dotato di sole 16 scialuppe di salvataggio più quattro pieghevoli, per un totale di 1178 posti, altamente insufficienti per i più di 2000 passeggeri a bordo. Tra l’altro fraintendendo l’ordine del capitano di far salire “prima” donne e bambini ma non “solo” loro, gran parte di queste scialuppe vennero calate in mare mezze vuote. Il vero inferno lo attraversarono i passeggeri della terza classe per i quali fu già un’impresa risalire verso i ponti superiori; di loro riuscì a salvarsi meno di un terzo.

Un’ora dopo l’impatto la prua cominciò ad immergersi, alle 2:10 la poppa si innalzò di circa 30° rispetto alla superficie del mare, 5 minuti dopo la nave si spezzò in due tronconi, alle 2:25 l’inabissamento era quasi totale. Quelli che cercarono scampo in mare contando sui salvagenti morirono congelati data la temperatura dell’acqua prossima allo 0. Alle 8 di mattina arrivò finalmente il Carpathia, che aveva risposto alla richiesta di aiuto del Titanic prima dell’affondamento, e trasse in salvo i sopravvissuti, solo 706, portandoli a New York. I cadaveri in seguito recuperati e non reclamati vennero sepolti nel cimitero di Halifax, in Canada. La tragedia del Titanic segnò la fine di un’epoca, la fiducia incondizionata nel progresso tecnologico e nelle macchine costruite dall’uomo venne meno, dissolvendo quell’ottimismo alla base della Belle Epoque.

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