15 giugno 1215: La Magna Carta

Storia

15 giugno 1215: La Magna Carta

La sconfitta a Bouvines nonostante l’alleanza con l’imperatore germanico Ottone IV fu un duro colpo per Giovanni Senzaterra, quinto figlio di re Enrico II e detentore della corona britannica mentre il fratello maggiore Riccardo Cuor di Leone era impegnato nella Terza Crociata. Infatti oltre a perdere tutti i possedimenti reali in terra di Francia, da qui il suo sopranome di Senzaterra, dovette affrontare una volta rientrato in patria una rivolta dei baroni feudali, che più di ogni altro avevano finanziato la guerra tramite una pesante tassazione. Per ricondurre all’obbedienza i nobili e sedare la rivolta venne costretto, in un prato di Runnymede presso il Tamigi, a firmare la Magna Charta Libertatum. Questo documento limitava i privilegi del re, garantendo quelli della nobiltà e del clero. Il re ora, tra le altre cose, era obbligato a chiedere il consenso del concilio regio prima di emanare nuove tasse, inoltre nessun uomo libero poteva essere condannato senza un regolare processo, che in caso di colpevolezza doveva assegnare una pena proporzionale al reato; cosa fondamentale poi, anche il sovrano era sottoposto alle leggi del regno.

Era nato il primo documento ufficiale che riconosceva l’universalità dei diritti ai sudditi; sarebbe stato la base della monarchia costituzionale anglosassone nei secoli a venire.

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