15 luglio 1799: La Stele di Rosetta

Storia

15 luglio 1799: La Stele di Rosetta

Uno degli effetti maggiori della Campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte fu l’aver fatto riscoprire al Vecchio Continente la millenaria storia e cultura degli Egizi. Al seguito della spedizione partirono 175 tra scienziati ed accademici a vario titolo che, parallelamente alle azioni militare, dovevano svolgere un lavoro di studio e catalogazione di quella antica civiltà. Fu in questo contesto che il capitano Pierre-François Bouchard, durante i lavori per la costruzione di un forte, ritrovò nella città portuale di Rosetta (l’odierna Rashid), sul delta del Nilo, una stele di basalto. Questa recava un’iscrizione redatta in tre scritture differenti, la prima in alto in geroglifico, la seconda in domotico (una semplificazione del geroglifico, oramai usato e conosciuto solo dai sacerdoti) e la terza in greco, che riportavano un editto del faraone Tolomeo V Epifane emesso nel 196 a.C.. Ben consci dell’importanza di quel ritrovamento i francesi cercarono di mantenerne il possesso anche dopo che, persa la guerra, l’Egitto tornò sotto controllo inglese, ma, scoperta la nave dove fu imbarcata segretamente, i britannici la inviarono al British Museum, dove è possibile ammirarla tuttora.

I francesi però ne fecero precedentemente delle copie, e lavorando su una di queste che l’egittologo Jean François Champollion, riuscì in parte a decifrare la lingua degli egizi, fino ad allora incomprensibile. Un lavoro perfezionato successivamente da altri esperti.

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