16 febbraio 1946: Con l’ENIAC comincia l’era del computer

Storia

16 febbraio 1946: Con l’ENIAC comincia l’era del computer

In piena Seconda guerra mondiale, l’establishment dell’esercito americano mise pressione al governo per accelerare i tempi della realizzazione di una macchina capace di risolvere in un tempo minimo i complessi problemi di calcolo balistico per i proiettili d’artiglieria. Venne creato così, nel 1943, il progetto “PX” affidato a due scienziati, J. Preper Eckert e John Mauchly, messi a capo di un team di sviluppo che comprendeva i migliori specialisti di allora. L’ Electronic Numerical Integrator and Computer, così venne chiamata la macchina, abbreviato in ENIAC, venne sviluppato e costruito alla Moore School of Electrical Engineering facente parte dell’Università della Pennsylvania. Dopo 7.237 ore di intenso lavoro, quello che era a tutti gli effetti il primo computer elettronico era pronto. Conteneva ben 18.000 valvole termoioniche che, a parte l’elevata temperatura che sviluppavano durante l’uso, consumavano talmente tanta elettricità che al primo test di utilizzo mandò in blackout buona parte della città di Filadelfia. La spesa finale fu di 486.804,22 dollari, molto al di sopra dei 61.700 previsti inizialmente. Fu presentato il 16 febbraio alla presenza, oltre a rappresentanti dell’esercito e del governo americano, anche di molti giornalisti, attirati da quella grande innovazione. Come prova delle sue capacità gli venne fatto moltiplicare il numero 97.367 per sé stesso 5.000 volte in meno di un secondo. Una performance all’epoca del tutto straordinaria. Le dimensioni dell’apparecchio erano ragguardevoli, occupava una superficie di 180 metri quadrati e pesava 30 tonnellate; era difficile all’epoca immaginare che l’evoluzione di quell’enormità sarebbe stato uno smartphone che entra comodamente in un taschino. Dopo la fine della guerra continuò ad essere utilizzato a scopi scientifici fino al 1955, quando poi venne trasferito a Washington, al museo Smithsonian, dove è ancora possibile ammirarlo.

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