16 gennaio 1547: Il Terribile diventa il primo zar

Storia

16 gennaio 1547: Il Terribile diventa il primo zar

Ritrovatosi orfano a 8 anni, Ivan IV Vasil’evič, principe ereditario di Moscovia, uno degli stati slavi formatosi dopo la caduta del Ru’s di Kiev per mano dei mongoli, si ritrovò alla guida di uno stato in piena turbolenza politica. I boiardi, i ricchi aristocratici feudali, reclamavano un maggior potere nelle decisioni del re, e ben presto si scatenò una guerra civile tra le due famiglie boiarde più importanti, i Sujskij ed i Belskij, per decidere chi avrebbe dovuto esercitare maggior influenza sul giovanissimo sovrano. Durante questi anni di scontri il piccolo Ivan crebbe abbandonato nel palazzo reale, trascurato da tutti, e testimone dei continui omicidi ed efferatezze che, in nome della lotta per il potere, si compivano in quelle stanze. La sua sorte migliorò quando il metropolita di Mosca, Macario, lo prese sotto la sua tutela, con l’intenzione di farne in futuro un baluardo contro lo strapotere dei boiardi. Compiuti i quattordici anni dismise i panni dell’inetto, come, seguendo un consiglio dello stesso Macario, volle farsi credere durante la sua fanciullezza per non rischiare di essere assassinato dai nobili e, con brutali e rapide azioni dimostrative, fece fuori i principali esponenti delle famiglie boiarde.

Avendo così ristabilito il suo potere sulla corte, poté dare sfogo al suo ambizioso programma imperiale. Nelle sue intenzioni Mosca sarebbe dovuta diventare la Terza Roma, fondando un impero che racchiudesse tutte le popolazioni slave e ortodosse. Cominciò ad adottare stili e simboli del caduto Impero Bizantino di cui, visto che la sua famiglia era imparentata con la ex casa regnante bizantina dei Paleologi, si riteneva erede legittimo. Fu per questo che si fece proclamare non re di Moscovia, ma zar (cioè Cesare in russo) di tutte le Russie, titolo che da allora caratterizzò i sovrani di Mosca. La terribile infanzia segnò profondamente il carattere dello zar Ivan. A parte l’odio viscerale verso i boiardi che caratterizzò tutta la sua vita politica si rese protagonista di atti di autentica crudeltà insieme ai giovani nobili di cui aveva riempito la corte. Si narra che andassero in giro nottetempo per la capitale violentando le donne e prendendo a bastonate gli uomini; tra i suoi passatempi preferiti poi c’era il lanciare i cani dalle finestre della torre del Cremlino.

Per tutti questi motivi si guadagnò presto il soprannome di “groznyj“, terribile o minaccioso in russo. Ed è col nome di Ivan Il Terribile che passò alla storia. Durante il suo regno le sue indubbiamente ottime e utili riforme furono sempre offuscate dal suo comportamento squilibrato e violento, in uno scatto d’ira arrivò anche ad uccidere il figlio, ma ciononostante è ricordato nella tradizione russa con ammirazione e affetto, diventando addirittura il personaggio positivo di molte fiabe locali.

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