16 maggio 218: Eliogabalo è acclamato imperatore

Storia

16 maggio 218: Eliogabalo è acclamato imperatore

Il nuovo imperatore Macrino, che era salito al potere dopo aver presumibilmente fatto uccidere Caracalla di cui era prefetto del Pretorio, non godeva della simpatia delle legioni romane, soprattutto di quelle orientali a cui la morte improvvisa dell’imperatore aveva sottratto un’allettante campagna contro i Parti. Di questa situazione approfittò Giulia Mesa, sorella della moglie del defunto imperatore Settimio Severo, padre di Caracalla, ed in esilio col resto della famiglia nella città del genero, Emesa, in Siria. Suo nipote, Sesto Vario Avito Bassiano, era uno dei pochi maschi imparentati con la dinastia dei Severi ad essere sopravvissuto all’epurazione voluta da Caracalla, timoroso di essere rovesciato da un parente come lui aveva fatto con suo fratello Geta. Così fece diffondere la voce che fosse in realtà un figlio illegittimo avuto da sua figlia Giulia Soemia con Caracalla. Contemporaneamente elargì ricche donazioni alle legioni sul fronte orientale. Non ci volle molto che il generale Publio Valerio Comazone Eutichiano lo acclamasse imperatore. Assunse il nome di Caracalla, Marco Aurelio Antonino, e dopo che le legioni a lui dichiaratesi fedeli sconfissero ed uccisero Macrino nella battaglia di Antiochia, poté entrare trionfante a Roma. Passato alla storia col soprannome di Eliogabalo (era per diritto ereditario da parte di padre il gran sacerdote di El Gabal, divinità solare siriaca) ebbe una condotta fin troppo eccentrica per i gusti romani, che insieme alla sua pretesa di rendere El Gabal la divinità principale dell’Impero, gli alienò ben presto il favore sia del popolo che dell’esercito. Fu la stessa nonna Giulia Mesa che, accortasi della situazione, intrigò per far prendere il potere imperiale al cugino di Eliogabalo, Alessandro Severo; cosa che avvenne dopo la sua uccisione da parte dei pretoriani.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

docce
Scuola

Si scrive doccie o docce?

25 maggio 2017 di Notizie

La lingua italiana nasconde spesso alcuni “tranelli”. La formazione del plurale di alcune parole, come “doccia” appunto, rientra tra questi. Scopriamo la regola grammaticale e le sue eccezioni.

Loading...