Torino-Brescia 0-0: le pagelle

Serie Minori

Torino-Brescia 0-0: le pagelle

Torino:

F. Coppola sv: nessuna vera parata, graziato dal palo di Juan Antonio.

Darmian 6: costantemente chiamato in causa dai cambi di gioco di Parisi, risponde quasi sempre presente con puntualità

Di Cesare 6.5: sembra aver rubato il posto a Glik, e conferma l’ottimo momento con un’altra prestazione attenta.

Ogbonna 6.5: Jonathas è un brutto cliente e gli scappa in un paio di occasioni, ma il duello finisce pare. Ed è da Serie A.

Parisi 6.5: la sua miglior partita in granata. Nel primo tempo affonda poco ma risponde ai dettami venturiani cercando sempre il cambio di fronte su Darmian, nella ripresa spinge con maggior continuità.

Stevanovic 6: non è più indolente come lo scorso anno ma non brilla come nelle scorse partite. Nel primo tempo è stretto nella morsa El Kaddouri-Berardi, meglio nella ripresa quando le maglie bresciane s’allargano.

Antenucci sv: non è un’ala, si adatta per poi stringere al centro ma non fa in tempo ad incidere.

Iori 5.5: in difficoltà davanti al dinamismo della mediana bresciana, ingaggia un duello rusticano con Juan Antonio, in cui si salva col mestiere.

Ma gli va di lusso sul fallo in area su Jonathas.

Basha 6: il mastino di Ventura questa volta non trova il timing giusto nel pressing sui palleggiatori bresciani.

Verdi 5.5: inizio sprint ma Daprelà è un brutto cliente e lui si spegne presto, pagando inesperienza e ridotta fisicità.

Pagano sv: al rientro dopo sei mesi, ha una gran voglia di fare, che rimane tale visto il minutaggio a disposizione e la precaria condizione fisica.

R. Bianchi 5.5: la nuova era granata lo costringe a tornare a centrocampo per cercarsi palloni buoni, che non arrivano. Sbaglia un paio di facili appoggi, ma non è una novità. (Sgrigna: sv).

Ebagua 6.5: del quartetto offensivo è come sempre il più vivace e generoso. Salta e sgomita su ogni palla ma a tratti sembra predicare nel deserto.

Ventura 6: questa volta non c’è stata la magia finale come ad Ascoli e Vicenza. La sua squadra è sempre più compatta ma subisce poco, pur tirando con altrettanta scarsa frequenza.

Il limite? Il 4-2-4 rischia di diventare prevedibile se si bloccano gli esterni. E nel primo tempo i suoi ballano a lungo.

Brescia:

Leali 6: nessun vero intervento ma la sua sicurezza impressiona se rapportata alla giovane età.

Berardi 5.5: poteva essere una serata difficile dopo l’ammonizione dei primi minuti, ma contiene Stevanovic grazie all’aiuto di El Kaddouri.

De Maio 6: Bianchi gira al largo, serata tranquilla.

Zoboli 6: ritorno sfortunato all’Olimpico. Ebagua è un brutto cliente e ad inizio ripresa gli si gira malamente il ginocchio.

Magli 6: l’ultimo prodotto del vivaio bresciano gestisce da veterano il forcing finale del Toro.

Daprelà 6.5: attento in fase di copertura, poi dispiega le lunghe leve e sfonda spesso e volentieri sulla sinistra.

El Kaddouri 7: davvero un bel giocatorino. Tocco felpato ma pure tanta sostanza in supporto di Berardi e buona visione di gioco. Cala drasticamente nella ripresa. (L.

Scaglia: sv).

Budel 6: dirige la giovane orchestra del centrocampo bresciano con esperienza e sagacia tattica dettando i tempi del possesso palla. Un po’ troppo nervoso, però. Forse sente la partita da fresco ex.

Salamon 6: poco appariscente ma molto utile in supporto di Daprelà.

Juan Antonio 7 (nella foto): da categoria superiore. Quando si accende lui, il Toro va in difficoltà. Qualità tecniche evidenti soprattutto nello stretto, se si mette in moto ne salta regolarmente due. Quel palo grida ancora vendetta.

Jonathas 7: con lui in campo dall’inizio dello scorso anno, forse oggi il Brescia non sarebbe qui. Abbina una mole da centravanti d’area alla generosità nel tornare a centrocampo e nel pressing ed a movenze da trequartista. Si procura un evidente calcio di rigore.

Martina Rini 6: va a tamponare con successo nel momento di massima stanchezza dei compagni.

Feczesin 5.5: meno brillante del compagno tanto nel pressing sui difensori che nel movimento in area.

Scienza 7: non lo dice, ma ambiva a farsi rimpiangere.

Missione compiuta: il suo Brescia di giovanissimi impressiona per personalità e qualità tecniche per un tempo, in cui non demeriterebbe affatto il vantaggio. Poi la squadra cala nettamente sul piano fisico, ma sembra avere tutto per puntare in alto. Allungategli la rosa a gennaio e non si porrà limiti.

Arbitro:

Baracani 6: sulla sua direzione pesa l’ombra del rigore non concesso nel primo tempo su Jonathas, abbattuto da Iori. L’assistente non l’aiuta ma è l’unica circostanza in cui è lontano dall’azione. Buona la gestione dei cartellini.

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