17 maggio 1902: Il meccanismo di Antikythera

Storia

17 maggio 1902: Il meccanismo di Antikythera

In seguito ad una violenta tempesta un gruppo di pescatori di spugne di mare fu costretto a cercare rifugio in un anfratto della piccola isola di Anticitera, chiamata anche Cerigotto dai veneziani durante il loro periodo di occupazione, situata quasi a metà strada tra la grande isola di Creta e il Peloponneso. Qui scoprirono fortuitamente il relitto di una grande nave da trasporto del I secolo a.C., probabilmente naufragata mentre era diretta a Rodi. Tra splendide statue e altre opere d’arte, l’archeologo greco Spyridon Stais, studiando i reperti provenienti dal relitto, scoprì la presenza di parti di un complesso ingranaggio realizzato in bronzo. Considerato per anni uno dei più famosi OOPart (Out of place Artifacts, acronimo che indica oggetti non coerenti col tempo della loro realizzazione), grazie soprattutto allo studio ventennale del professore di Storia della Scienza a Yale Derek John De Solla Price, sappiamo che era un complesso planetario meccanico il quale, grazie ad una serie di ruote dentellate e di differenziali, simulava il moto del Sole, della Luna e dei cinque pianeti allora noti; una costruzione plausibile per l’epoca date le avanzate conoscenze che il mondo ellenistico vantava.

Secondo recenti studi la macchina sarebbe stata realizzata a Siracusa, città natale del geniale Archimede, che Cicerone racconta essere l’ideatore di una macchina guarda caso molto simile a quella di Anticitera. Le parti del meccanismo ritrovate e la sua ricostruzione si possono osservare nel Museo Archeologico di Atene

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