18 dicembre 1912: Il nostro più famoso falso antenato COMMENTA  

18 dicembre 1912: Il nostro più famoso falso antenato COMMENTA  

Fu nella riunione del Geological Society of London di quel giorno che l’inglese Charles Dawson, archeologo dilettante, annunciò il ritrovamento, grazie all’indicazione di alcuni operai della cava di Piltdown, di alcuni frammenti di un cranio, con cui realizzò, con l’aiuto del custode del reparto geologico del British Museum, Arthur Woodward, una parziale ricostruzione del teschio.

Questo presentava una dimensione del cervello ridotta rispetto all’homo sapiens e una mandibola inferiore molto simile a quella di un primate. I due presentarono quell’ominide come l’anello mancante dell’evoluzione umana.

Fin da subito però sorsero dubbi nella comunità scientifica sulla veridicità del cosiddetto Uomo di Piltdown. Nel 1913 un articolo su Nature affrontava l’ipotesi che quei resti potessero essere semplicemente pezzi di un cranio umano e di una mandibola di scimmia.

 Due anni dopo anche un paleontologo francese ed uno zoologo statunitense, che identificò la mandibola come quella di un orangutan, giunsero indipendentemente alla stessa conclusione.

L'articolo prosegue subito dopo

Ciononostante la fama della scoperta crebbe, soprattutto in Inghilterra, dove erano in pochi a non dare credito alla cosa, e nel 1938 fu posto anche una stele commemorativa sul luogo del presunto ritrovamento. La truffa venne a galla grazie ad un articolo del Time del novembre del 1953, che illustrò come il teschio fosse un falso composto da tre elementi diversi, il cranio di un uomo medievale, i denti di uno scimpanzé e la mandibola di un orangutan. I colpevoli della truffa non vennero mai identificati con certezza, tra i principali sospettati, oltre allo stesso Dawson, che nel corso della sua vita si rese autore di altre falsificazioni di reperti, c’era addirittura sir Arthur Conan Doyle. L’effetto peggiore del ritrovamento dell’Uomo di Piltdown fu che indirizzò per decenni la ricerca antropologica verso l’errata concezione che le dimensioni del cervello si svilupparono prima dell’adattamento della mandibola alle nuove tipologie di alimentazione. Ciò portò ad esempio al sottostimare i primi ritrovamenti di australopitechi in Sudafrica , sprecando anni e soldi in ricerche scientifiche inutili. Tra l’altro l’episodio è diventato uno dei cavalli di battaglia dei creazionisti per indicare come ogni prova di un’avvenuta evoluzione umana possa essere stata creata da biologi truffaldini.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*