18 febbraio 1248: Si conclude la battaglia di Parma - Notizie.it

18 febbraio 1248: Si conclude la battaglia di Parma

Storia

18 febbraio 1248: Si conclude la battaglia di Parma

Nel pieno della lotta tra guelfi e ghibellini che caratterizzò l’Italia nel XIII secolo, la città di Parma assunse una rilevante importanza in quanto presidio su importanti vie di comunicazioni in una zona a cavallo tra le aree di influenza delle due fazioni rivali. Fu per questo che il bellicoso papa Innocenzo IV, che aveva svolto alcuni incarichi nella città negli anni precedenti, non appena eletto nel 1243 cercò di sottrarla alla protezione dell’imperatore dei Sacro Romano Impero, Federico II di Hohenstaufen, per portarla dalla parte guelfa. Dopo aver sostituito il vescovo con uno a lui più fedele, grazie alla famiglia dei Sanvitale ed a Gregorio da Montelongo, messo al comando di un manipolo di 70 uomini, si impossessò della città. La risposta di Federico, che in quei giorni era stanziato col suo esercito nella città amica di Pavia, fu rapida e riconquistò facilmente la città. Da quel momento i rapporti tra il papa e l’imperatore si fecero via via sempre più tesi, e quando Federico scampò ad un attentato ordito segretamente dal papa decise di muovergli guerra direttamente, dirigendosi con le sue truppe verso Lione, dove nel frattempo si era rifugiato abbandonando Roma, troppo vicina all’esercito tedesco.

Nel 1247, mentre si trovava nei pressi di Torino, gli giunse la notizia che Parma si era ribellata nuovamente. Subito tornò indietro col suo esercito, rinforzato dai soldati mandati dalle signorie amiche della regione e dalle truppe del re di Sardegna Enzo, figlio illegittimo dell’imperatore. Anche Parma però ricevette aiuti dalle città di Milano, Piacenza, Mantova e Ferrara, fedeli al papa. Alla guida della resistenza si mise nuovamente a capo Gregorio da Montelongo. L’esercito svevo circondò la città, contando di prendere la città per fame. Dopo otto mesi di assedio però si era ancora in una situazione di stallo e Federico per rinsaldare il morale dei soldati fece iniziare a costruire un accampamento-città poco distante dalle mura parmensi a cui diede il nome di Victoria e che sarebbe dovuto diventare il nuovo nucleo urbano una volta annientata la città. Il 18 febbraio però, approfittando nella momentanea assenza dell’imperatore, una sortita guidata da Montelongo mise a ferro e fuoco l’accampamento, ottenendo un successo maggiore del previsto, con 5000 soldati uccisi o catturati e l’esercito annientato.

Con questa sconfitta finiva il sogno di Federico II di unificare l’Italia sotto un’unica corona, anticipando di sei secoli l’opera dei Savoia; l’Italia settentrionale continuerà a restare un mosaico di stati ancora a lungo e il papa ad essere una figura politica ingombrante nei destino della nazione.

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