18 marzo 1848: Cominciano le Cinque Giornate di Milano

Storia

18 marzo 1848: Cominciano le Cinque Giornate di Milano

Il 1848 fu un anno in cui un vento di cambiamento attraversò tutta l’Europa. I popoli, stanchi dell’oppressione successiva al Congresso di Vienna, avevano sete di democrazia, un desiderio a cui i sovrani cercarono di venire incontro per evitare conseguenze peggiori, Rivoluzione Francese docet. Nei primi due mesi dell’anno sia Ferdinando II a Napoli che il re sabaudo Carlo Alberto concessero la costituzione ai loro sudditi, seguiti poco dopo dal nuovo papa Pio IX. Anche Milano cercava una maggiore indipendenza dall’oppressore austriaco e, incoraggiati dal moto di Vienna del 15 marzo che portò l’imperatore Ferdinando I a concedere la costituzione agli austriaci, una delegazione di rappresentanti della città, guidata da Carlo Cattaneo, si diresse il 18 marzo al palazzo del governatore con alcune richieste, come il trasferimento al comune della gestione dell’ordine pubblico e della ratifica delle imposte. Contemporaneamente si svolse una manifestazione a supporto delle rivendicazioni dei milanesi. Inizialmente pacifica, a causa dell’atteggiamento degli uomini di Radetzky, l’82enne maresciallo a capo del contingente cittadino di soldati asburgici, e dei molti rancori covati dalla popolazione, si trasformò ben presto in una rivolta armata, con i cittadini a fare barricate in tutta la città e gli austriaci asserragliati nel Castello Sforzesco.

Per ben cinque giorni i milanesi resistettero alle controffensive austriache fino a che, saputo dell’avvicinarsi delle truppe piemontesi venute in soccorso della città, Radetzky decise di ritirarsi con il suo reggimento verso la più sicura Verona. Era cominciata la prima guerra d’indipendenza italiana.

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