19 aprile 1820: Il ritrovamento della Venere di Milo

Storia

19 aprile 1820: Il ritrovamento della Venere di Milo

In realtà fu un “secondo” ritrovamento quello compiuto dall’esploratore francese Jules Dumont d’Urville. Salpato a bordo della Chevrette per compiere una ricognizione idrografica del bacino del Mar Nero, durante una sosta all’isola di Milos, una delle più belle delle Cicladi, scovò dietro una segnalazione una statua di marmo nella capanna di un contadino greco di nome Yorgos Kentrotas che l’aveva trovata nel terreno presso un tempio tre settimane prima. Raffigurava una donna parzialmente nuda, probabilmente la dea Afrodite, ed era di fattura ellenistica. Comprendendone immediatamente il valore cercò di comprarla e trasportarla sulla nave, ma il netto rifiuto del capitano, che non voleva a bordo un oggetto così grande, lo costrinse a cambiare i piani. Giunto a Costantinopoli proseguendo nel suo viaggio, convinse l’ambasciatore francese a mandare qualcuno ad acquistare la statua e mandarla in Francia, cosa riuscita non senza qualche difficoltà visto che nel frattempo il contadino l’aveva ceduta ad un pope che a sua volta ne aveva fatto dono ad un funzionario della corte del sultano. Al Museo del Louvre vennero spedite poi anche le altre parti facenti parte della scultura e ritrovate nel medesimo luogo, come le braccia, venendo però smarrite nel magazzino lasciando la statua, oggi una delle più famose del mondo, con l’aspetto caratteristico con cui è conosciuta.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...