19 dicembre 1992: Muore Gianni Brera COMMENTA  

19 dicembre 1992: Muore Gianni Brera COMMENTA  

In seguito a un terribile incidente automobilistico sulla strada che collega Codogno a Casalpusterlengo, morì a 73 anni Giovanni Luigi Brera, da molti considerato il più importante giornalista sportivo della storia d’Italia.

Laureatosi in Scienze Politiche a Pavia, durante la seconda guerra mondiale si unisce alla lotta partigiana nella Val d’Ossola. Finita la guerra viene assunto dalla Gazzetta dello Sport, il più importante quotidiano sportivo della nazione, dove darà una mano decisiva all’organizzazione del Giro d’Italia.

In seguito a due seguitissimi reportage sui Giochi Olimpici di Londra del 48 e sul Tour de France del 49, ne diventa il direttore, il più giovane di sempre.

A causa di alcune polemiche successive ad un suo articolo sulla regina Elisabetta fu costretto a dimettersi nel 1954. Qualche tempo dopo venne assunto dall’innovativo giornale fondato da Enrico Mattei,  il Giorno.

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Nelle sue pagine sportive Brera poté mettere a punto quel suo stile caratteristico che mischiava linguaggio formale e aulico con quello comune, tanto da fargli meritare da Umberto Eco la definizione di “Gadda spiegato al popolo”. Questa sua grande padronanza della lingua gli permise di coniare neologismi che sono poi entrati rapidamente a far parte del linguaggio comune. A lui si devono termini calcistici come “centrocampista”, “libero”, “goleador”, e molti altri ancora. Negli anni 70 iniziarono le sue collaborazioni con il Guerin Sportivo, il Giornale Nuovo di Idro Montanelli e di nuovo la Gazzetta. Nel 1982 viene chiamato da Eugenio Scalfari ad occuparsi della redazione sportiva del quotidiano La Repubblica. Tentò anche la carriera politica ma senza successo, non vedendo realizzato il suo sogno di tenere un discorso a Montecitorio. Partecipò anche a molte puntate del Processo del Lunedì, condotto da Biscardi, e a varie trasmissioni sportive sull’emittente privata Telelombardia. Fu un grandissimo tifoso genoano, tanto che, grazie alle sue ricerche, entrò in possesso dell’atto ufficiale di fondazione del club, donato dalla famiglia, alla sua morte, al museo del Genoa. La sua figura cambiò per sempre il giornalismo, non solo sportivo, italiano, e ancora oggi viene citato innumerevoli volte. A lui è stata intitolata l’Arena Civica di Milano. E’ sepolto a San Zenone sal Po, ed ogni mese un sigaro toscano viene depositato sulla sua tomba, lui che in vita è sempre stato un convinto fumatore.

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