19 gennaio 1405: La fine del terrore d’Oriente

Storia

19 gennaio 1405: La fine del terrore d’Oriente

Figlio di un capoclan di una delle numerose tribù turco-mongole che stanziavano nei territori dell’Asia Centrale, Timur Barlas, una volta preso il posto del padre riunì in brevissimo tempo tutte le genti dell’antica Transoxiana, l’odierno Uzbekistan, sotto il suo dominio, assumendo il titolo di Gran Emiro, a sottolineare la preminenza della sua persona sugli altri emiri della regione. Come sua capitale scelse Samarcanda, antichissima città che doveva la sua prosperità al fatto di trovarsi al centro della Via della Seta. Dopo il suo matrimonio con Saray Malik Katun, principessa mongola discendente di Gengis Khan, prese a farsi chiamare Timur Gurkani, cioè “genero”, per sottolineare l’appartenenza alla famiglia imperiale mongola, sperando anche di evitare di continuare ad essere conosciuto con l’altro soprannome, che lo accompagnava dall’adolescenza, Timur i lang, “lo zoppo”, che è come poi verrà conosciuto in occidente latinizzandolo in Tamerlano. Sull’origine della sua zoppia circolarono sempre molte leggende, una delle quali diceva che fu causata da una freccia successiva ad un mal riuscito tentativo di furto di pecora.

Tra il 1380 e il 1395 intraprese una serie di campagne: a nord, contro l’Orda d’Oro guidata da Toktamis, che respinse verso la Siberia; e a sud contro i sultanati che sorgevano sugli antichi territori persiani, estendendo i suoi domini fino all’Iran e alla Mesopotamia, saccheggiando e distruggendo persino la perla d’Oriente, Baghdad. Dopo di ciò, approfittando di una guerra civile, avanzò verso l’Indo, conquistando tutta la regione di Delhi, che subì la stessa sorte di Baghdad. Sistemati i confini orientali volse lo sguardo di nuovo verso occidente e al sempre più pericoloso Impero Ottomano. Invase la Siria, conquistando Aleppo e Damasco per poi, il 20 luglio 1402, sconfiggere l’armata turca nella battaglia di Ancyra, catturando persino lo stesso sultano Bayezid I. Diventato padrone anche dell’Anatolia, contrariamente alle speranze di bizantini ed europei che in lui avevano visto un utile alleato contro l’avanzata ottomana, prese ad attaccare i pochi insediamenti cristiani rimasti nella regione.

Per realizzare il suo sogno di restaurazione dell’impero mongolo mancava solo la sconfitta della Cina, dove la dinastia Ming aveva scacciato i mongoli Yuan. Purtroppo la morte lo colse mentre si dirigeva verso i confini cinesi con il suo esercito, probabilmente dovuta ad un attacco di polmonite. Come accadde per Alessandro Magno il suo vasto impero non sopravvisse alla sua morte, squarciato da varie lotte per la successione. Solo con la salita al potere del nipote Ulug Bek, persona di eccezionale intelligenza e destinato a diventare uno dei più importanti astronomi di sempre, la situazione si normalizzò. Fu lui inoltre a far venire dalla Mongolia l’enorme blocco di giada che costituisce la tomba di Tamerlano nel mausoleo di Gur-e-Amir.

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