20 bambini scioperano contro la maestra violenta COMMENTA  

20 bambini scioperano contro la maestra violenta COMMENTA  

I genitori dei bambini dell’istituto Borsi  sono in rivolta contro una maestra, una signora siciliana di quarant’anni, accusata di adottare con i piccoli allievi metodi educativi poco professionali. Bambini costretti a indossare il giaccone per tutte le ore di lezione, perché avevano osato lamentarsi del freddo in aula. Piccoli a cui l’insegnante, in più occasioni, ha dato spinte forti al punto da farli cadere in terra o contro i banchi. Ragazzini a cui è stato ripetutamente impedito di andare in bagno.


Lo sfogo di una mamma: “La cosa che più ferisce, è che a essere vessati sono stati soprattutto i ragazzini più fragili, con situazioni familiari difficili”.

I genitori hanno indetto uno sciopero e minacciano di non mandare più a scuola i propri figli almeno fino a quando la maestra non sarà sostituita.


A mettere in allarme le mamme sono stati i comportamenti dei bambini che inventando scuse e malesseri chiedevano con insistenza di potere lasciare la classe durante le ore di matematica. Lo scorso 20 dicembre i genitori hanno presentato un esposto al provveditorato denunciando comportamenti aggressivi sia a livello psicologico che fisico da parte dell’insegnante nei confronti dei bambini di 7 anni.


Ai primi di gennaio alle famiglie è arrivata una lettera della dirigente scolastica in risposta all’esposto che riporta: “Dopo aver avuto ripetuti colloqui con l’insegnante in questione e con tutto il team della classe ho attivato diversi interventi di cui ho messo a conoscenza la rappresentante di classe. Con la ripresa delle lezioni saranno messi in atto provvedimenti nei limiti delle mie competenze, al fine di ricostituire un clima di benessere”. Ma l’unico provvedimento di cui i genitori dicono di essere a conoscenza è quello “di affiancare l’insegnante di sostegno alla maestra contestata, in modo che non si trovi mai da sola con i bambini”. Un provvedimento che non è stato ritenuto risolutivo per la delicata questione.

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Nel frattempo il provveditore Giuseppe Petralia sta aspettando la relazione conoscitiva della dirigente dell’istituto, Maria Fuduci,  ha dichiarato: “Quando ci arriva un esposto l’ufficio competente chiede automaticamente una relazione di chiarimenti a chi dirige la scuola. In prima battuta è la preside che ha il compito di avviare un’indagine per capire che cosa è accaduto e cercare di sistemare le cose. Se poi rileva che il caso richiede un nostro intervento, chiede un’ispezione nella scuola e allora noi mandiamo l’ispettore per verificare e vedere che tipo di provvedimenti prendere. Se si evidenzia che ciò che è stato denunciato è vero e che l’insegnante non è idonea all’insegnamento allora deve essere rimossa. Io sono contrario a trasferimenti in un altro istituto, dove magari il problema si riproporrebbe. L’insegnante può essere mandata in un ufficio a svolgere compiti amministrativi. Ma nei casi più gravi si può arrivare anche al licenziamento”.

 

 

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