20 dicembre 69 : Vespasiano imperatore

Storia

20 dicembre 69 : Vespasiano imperatore

Dopo la morte di Nerone nel 68 d.C. l’Impero Romano venne gettato in uno stato di caos totale. In circa un anno e mezzo si alternarono rapidamente ben quattro imperatori. Prima Galba, governatore della Spagna Terraconensis, da sempre fedele servitore dello stato ma inadatto alla massima carica, soprattutto in quei giorni turbolenti; viene ucciso da Otone, governatore della Luisitania, che ottiene la carica corrompendo i pretoriani. La cosa però non andò bene alle legioni sul confine germanico che elessero il loro generale Vitellio come imperatore, questi discese poi con le sue truppe verso l’Italia e sconfisse in battaglia l’esercito di Otone, che si suicidò. Contemporaneamente però anche le legioni stanziate in Giudea elessero imperatore il loro generale, Tito Flavio Vespasiano, seguite da quelle dell’Egitto e della Siria. Lasciato il figlio in Asia a controllare la provincia, dopo un giro per le varie provincie orientali per assicurarsi il loro fedele appoggio, si imbarcò per l’Italia con i suoi uomini. Qui sconfisse Vitellio nella battaglia di Cremona ed entrò trionfalmente nella capitale per farsi eleggere imperatore, segnando la fine della guerra civile in corso e assicurando un lungo periodo di tranquillità all’Impero. Nato da una nobile famiglia sabina, Vespasiano si distinse nella conquista della Britannia voluta dall’imperatore Claudio. La fama acquisita fece si che Nerone gli affidò il compito di sedare la rivolta in Giudea. Qui venne in contatto con quella diffusa profezia che indicava come sarebbe stato un uomo proveniente da quella terra a governare sul mondo, profezia che sarebbe stata alla base poi anche del cristianesimo. Lui la fece sua e sentì di avere l’appoggio divino nel salire al trono imperiale. Ottenuto il potere si trovò a dover affrontare una situazione statale disastrosa a cui però seppe porre abilmente rimedio. Sistemò le finanze con una moderna riforma fiscale e l’introduzione di speciali tasse, come quella famosa sull’urina che portò in seguito all’identificazione dell’orinatoio col suo nome. Riformò Senato ed ordine equestre, eliminandone i soggetti peggiori; emanò la Lex de imperio Vespasiani, che dava una legittimazione giuridica e non più divina al potere imperiale; modificò la composizione della guardia pretoriana, a cui ora potevano accedervi solo gli italici; con la riappacificazione dei confini galli e germanici e la conquista di Gerusalemme si chiusero le porte del Tempio di Giano (che rimanevano aperte in tempo di guerra e chiuse in tempo di pace) che non furono mai più aperte per tutta la durata del suo regno e la pace di Vespasiano divenne proverbiale come quella di Augusto. Si fece promotore della rinascita culturale nella città, sostenendo personaggi del calibro di Quintilliano e Plinio il Vecchio; diede una forte spinta alla rinascita edilizia, con il potenziamento delle maggiori strade consolari, la costruzione di templi e di un nuovo Foro, e soprattutto iniziando la costruzione di quell’anfiteatro che sarà poi conosciuto come Colosseo. Si comportò sempre in modo giusto, non abbandonandosi a nessun vizio e morì nella sua villa presso Cotilia, nel 79, come uno degli imperatori più amati di sempre, sia dalla plebe che dai patrizi.

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