21 marzo 1821: Comincia la guerra d’indipendenza greca COMMENTA  

21 marzo 1821: Comincia la guerra d’indipendenza greca COMMENTA  

Con la caduta di Costantinopoli nel 1453 tutta la Grecia divenne parte dell’Impero Ottomano; un regime, quello musulmano, mai tollerato dagli abitanti ellenici. Nel corso dei secoli furono molti i tentativi di rivolta, sempre facilmente soffocati dall’esercito turco in quanto per lo più erano azione estemporanee dei kleftes (“ladri”), partigiani che vivevano alla macchia per lo più tra le montagne.

Le cose iniziarono a cambiare quando nel 1814 ad Odessa, in Crimea, venne fondato il primo movimento patriottico greco organizzato, la Filiki Eteria ( “Società degli amici”), presieduta da Alexandros Ypsilanti.

Come una vera e propria società segreta si diffuse capillarmente nel territorio greco aspettando il momento giusto per agire. La scintilla scoccò quando il vescovo di Patrasso Germanos, durante un sermone dal monastero di Agia Lavia, esortò all’indipendenza nazionale issando una bandiera greca.

Subito i kleftes guidati da Theodoros Kolokotronis entrarono in azione con operazioni di guerriglia mentre nel resto della nazione l’Eteria incitava la popolazione alla rivolta, aprendo focolai di resistenza un po’ ovunque e portando la guerra anche sul mare.

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A tutto questo si unì anche la rivolta dell’Epiro guidata dall’ex governatore ottomano Ali Pascià, che si era alleato con l’Eteria da tempo. La risposta turca fu brutale, con episodi sanguinosi, come lo sterminio della popolazione di Chio e l’esecuzione del patriarca di Costantinopoli, che attirò la disapprovazione di tutta Europa. Molti furono i giovani liberali europei che si recarono in Grecia per combattere al fianco dei ribelli, tra questi anche lo scrittore Lord Byron. La guerra si protrasse per anni ma, grazie all’intervento di Inghilterra, Francia e Russia che però pretesero l’instaurazione di una monarchia, l’indipendenza della Grecia, con il trattato di Londra del 1830, venne sancita.

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