22 gennaio 1506: Arrivano le Guardie Svizzere

Storia

22 gennaio 1506: Arrivano le Guardie Svizzere

Al comando del capitano Kaspar von Silenen, del Canton d’Uri, un plotone di centocinquanta Guardie Svizzere (Schweizergarde) passarono sotto la porta del Popolo, dell’omonima piazza romana, per recarsi in Vaticano e mettersi al servizio di papa Giulio II, il quale li aveva convocati per assicurarsi una più efficiente difesa personale. Questi mercenari erano diventati nell’ultimo secolo il meglio tra i soldati di professione, affermandosi come i più efficienti ad affrontare i nuovi sistemi di combattimento post medievali. Col tempo il loro numero si è ampliato e più volte diedero prova di fedeltà e coraggio nei confronti della salvaguardia del sommo pontefice, come ad esempio durante il famigerato Sacco di Roma da parte dei lanzichenecchi, durante il quale si fecero trucidare per permettere al papa Clemente VII di rifugiarsi sano e salvo nel Castel Sant’Angelo. Con l’annessione di Roma al Regno d’Italia al papa fu concesso di mantenere una guarnigione di guardie svizzere a sua protezione, e, nel 1914, papa Pio X ne fissò definitivamente il numero a 100, più 6 ufficiali.

Numero che cambiò solo in occasione della Seconda Guerra Mondiale, quando fu portato a 300. Leggenda vuole che la loro caratteristica divisa fu disegnata dal grande Michelangelo, che era effettivamente presente a Roma il giorno della loro venuta, ma in realtà è stata progettata dal comandante Jules Repond nel 1914, ispirandosi al Rinascimento romano.

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