23 marzo 1848: La prima guerra d’indipendenza

Storia

23 marzo 1848: La prima guerra d’indipendenza

La richiesta d’aiuto da parte dei milanesi, nel frattempo impegnati nelle loro Cinque Giornate, era proprio quel che serviva a Cavour per giustificare l’intervento sabaudo nel lombardo-veneto, principale obiettivo della sua campagna unificatrice. Dopo essersi assicurato con abile diplomazia il supporto degli altri stati italiani, i cui sovrani, molto preoccupati dalle possibili reazioni del popolo in caso di una mancata partecipazione all’impresa, mandarono circa 30000 soldati ad aggiungersi ai 30000 dell’esercito piemontese, convinse il re Carlo Alberto a rompere gli indugi e superare con le sue truppe il Ticino, confine tra i due stati, per andare all’inseguimento del maresciallo Radetzky in ritirata. Le fasi iniziali del conflitto arrisero agli italiani che riuscirono a penetrare fino alle roccaforti difensive austriache in Veneto, dove Venezia era pure lei insorta; poi però, prima la defezione dello Stato Pontificio dall’alleanza, poi anche quelle del Granducato di Toscana e del Regno di Napoli, permisero alle truppe austriache una rapida e vincente controffensiva contro l’esercito piemontese oramai restato solo.

Con la riconquista asburgica di Milano, il governo sabaudo si vide costretto ad accettare una tregua. Nel frattempo la delusione per il comportamento dei loro sovrani in quella che era la prima vera guerra combattuta dagli italiani uniti portò alla cacciata del papa Pio IX da Roma e di Leopoldo II da Firenze e l’instaurazione della Repubblica Romana (a cui parteciparono anche Mazzini e Garibaldi). Carlo Alberto decise di riprendere i combattimenti con esiti infausti ed esattamente un anno dopo l’inizio della guerra, il 23 marzo 1849, sconfitto definitivamente a Novara fu costretto ad abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II, mentre gli eserciti austriaci e francesi si impegnarono a ristabilire lo status quo rimettendo al loro posto i sovrani deposti. Nonostante il fallimento quest’esperienza fu importantissima per creare la convinzione in tutta la penisola che un’Italia unita era possibile e fortemente voluta; per la rivalsa sarebbe bastato attendere pochi anni ancora…

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