Svolta Americana nella ricerca sulle cellule tumorali

Salute

Svolta Americana nella ricerca sulle cellule tumorali

Ricercatori Americani di Washington hanno scoperto Lunedì come mantenere vive, in laboratorio, le cellule tumorali, generando un gran fervore nella comunità scientifica su una svolta potenziale che potrebbe trasformare i futuri trattamenti per il cancro.

Fino ad ora, gli scienziati non sono stati in grado di far sì che le cellule cancerogene prosperassero per molto tempo, o comunque in una condizione simile a quella che esse hanno quando agiscono all’interno del corpo. Le diagnosi mediche, e relativi trattamenti, sono quindi basati in larga parte su tessuti prelevati tramite biospia e poi congelati o consevati nella cera.

La nuova scoperta ha quindi acceso la speranza che un giorno i medici possano essere in grado di testare una miriade di farmaci anti-cancro sulle cellule tumorali vive, prelevate da quel paziente, prima di somminsitrare la cura al pazeinte stesso, essendo così sicuri in anticipo della sua buona riuscita.

“Questo sarebbe davvero il massimo, nel campo della medicina personalizzata” ha detto l’autore principale della ricerca, Richard Schlegel, Presidente del dipartimento di patologia presso il Lombardi Comprehensive Cancer Center della Georgetown University.

“Le terapie sarebbero esattamente studiate per funzionare sui tessuti specifici del paziente. Preleveremmo tessuto normale e tessuto tumorale da un determinato paziente e lavoreremo sullo specifico fino a trovare le terapie più adatte”.

“Siamo davvero entusiasti circa le possibilità di ricerca che ci permetterà di fare questa nuova scoperta.”

Il metodo, descritto nell’edizione online della rivista americana di patologia, prende in prestito in realtà delle semplici tecniche già sperimentate e utilizzate nella ricerca sulle cellule staminali, a quanto dicono gli esperti.

I tumori del polmone, della mammella, della prostata e del colon sono stati mantenuti vivi fino a due anni, usando la nuova tecnica che sfrutta insieme le cellule di alimentazione fibroblasti per mantenere in vita le cellule tumorali e un inibitore delle chinasi Rho (ROCK) che consente loro di riprodursi.

Quando trattate in questo modo, sia le cellule normali che quelle cancerogene tornano ad uno stadio simile a quello staminale – afferma il Dr. Schlegel – permettendo per la prima volta ai ricercatori di confrontare le cellule viventi direttamente.

Se altri scienziati saranno in grado di replicare la tecnica — e già tre laboratori negli Stati Uniti ci stanno lavorando — la novità potrebbe preannunciare una svolta molto attesa nel modo in cui vengono studiate le cellule tumorali.

“Il tumore di un paziente è diverso dal cancro di un altro paziente, e questo è uno dei motivi principali per cui così tanti studi clinici si rivelano inefficaci”, ha detto Marc Symons, ricercatore presso il centro di oncologia e biologia cellulare presso l’Istituto Feinstein per la ricerca medica di Manhasset, New York.

“Penso che non sia esagerato dire che questa nuova tecnica rivoluzionerà il modo di pensare i trattamenti anti cancro”, ha aggiunto Symons, che non è stato coinvolto nello studio.

Il cancro è la principale causa di morte nel mondo: secondo gli ultimi dati dell’organizzazione mondiale della sanità, ha ucciso 7,6 milioni di persone nel solo 2008.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

unghie
Salute

Come ammorbidire le unghie spesse dei piedi prima di tagliarle

23 maggio 2017 di Redazione Notizie.it

Le unghie dei piedi vanno tagliate regolarmente. Si tratta di un’operazione semplice che, però, in presenza di unghie spesse, necessita di una maggiore attenzione. Ecco una breve descrizione di come ammorbidire le unghie, non incorrere in tagli dolorosi o, peggio, nelle unghie incarnite. Un’occasione per rilassarsi e prendersi cura di se stesse.

Loading...