24 gennaio 1972: L’ultimo giapponese in guerra

Quando, mentre erano intenti a sistemare trappole per gamberi lungo il fiume, Jesus Dueñas e Manuel De Gracia videro sbucare quello strano personaggio dalla giungla lo scambiarono per un abitante del vicino villaggio di Talofofo, per poi ricredersi alla sua esagerata reazione alla vista di loro due.

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Dopo una breve colluttazione riuscirono a bloccarlo e trascinarlo fuori dalla giungla. Si trattava del soldato giapponese Yokoi Shoichi che nel febbraio del 1943 fu inviato lì, sull’Isola di Guam, al seguito del 38° Reggimento.

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Quando questa nel 1944 fu conquistata dagli americani,  lui, insieme ad altri due suoi commilitoni fedeli all’ordine imperiale di non arrendersi mai, si nascosero nella foresta dell’isola per evitare di essere presi prigionieri.

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Da allora vissero tagliati fuori dal mondo, in rifugi scavati tra la vegetazione, sopravvivendo con quello che offriva la natura e fabbricandosi gli abiti con fibra vegetale.

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Gli altri due morirono 8 anni prima del ritrovamento di Shoichi che fu accolto in patria come un eroe. Quando seppe dell’esito della guerra infausto al Giappone dichiarò di provare vergogna nell’essere ritornato vivo.

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Negli anni successivi girò il paese tenendo corsi di sopravvivenza e conferenze sulla sua esperienza. Si spense nel 1997 nel suo paese natio, Saori.

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