24 luglio 1908: Il drammatico arrivo di Dorando Pietri

Storia

24 luglio 1908: Il drammatico arrivo di Dorando Pietri

Tra i 56 partecipanti della maratona, una delle gare più attese e seguite dei Giochi Olimpici di Londra, quarti nella rinnovata versione moderna, c’erano anche due atleti italiani, Umberto Blasi e soprattutto, con la pettorina numero 19, Dorando Pietri. Nato nel 1885 da una famiglia di contadini a Correggio, dimostrò fin da subito le sue doti di corridore diventando il podista italiano più quotato e vincente di quegli anni. La gara iniziò davanti al Castello di Windsor alle 14:33, in una giornata estremamente calda, soprattutto per una città come Londra. Partito in sordina come da sua solita tattica, a metà gara cominciò a recuperare posizioni; al 39° km superò il sudafricano Charles Hefferon e si portò in testa, incrementando il vantaggio di minuto in minuto. L’enorme sforzo ed il caldo però cominciarono a farsi sentire. Entrato nello Stadio Olimpico per l’ultimo tratto della maratona sbagliò più volte strada; per compiere gli ultimi 500 metri ci impiegò più di 10 minuti crollando ripetutamente a terra, ogni volta risollevato dai giudici di gara, con i 75 spettatori presenti che facevano il tifo per lui. Riuscì a tagliare il traguardo solo grazie all’aiuto del giudice di gara Jack Andrew e del capo dello staff medico, il dottor Michael Bulger. La vittoria però gli venne tolta per l’aiuto ricevuto in seguito ad un reclamo della squadra americana, a cui apparteneva il secondo classificato, Johnny Hayes. Ciononostante, il drammatico arrivo, la tenacia dimostrata, conferirono a Dorando una fama imperitura in tutto il mondo. Per rendergli un giusto riconoscimento si impegnò in prima persona addirittura il grande scrittore sir Arthur Conan Doyle che si fece promotore di una raccolta fondi per conferirgli un premio in denaro; inoltre la regina Alessandra di Danimarca gli consegnò una coppa di argento dorato.

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