25 febbraio 1922: L’esecuzione di Landru

Storia

25 febbraio 1922: L’esecuzione di Landru

Il parigino Henri Landru trovò un originale sistema di guadagno per il sostentamento della famiglia durante i difficili anni della Grande Guerra. Sposato con quattro figli, più un altro avuto da una precedente relazione con sua cugina, si trovò in difficoltà finanziarie dopo che il proprietario dell’azienda per cui lavorava rifiutò di pagarlo. Decise così di pubblicare nel 1914 un annuncio sulla rubrica Cuori Solitari dei principali quotidiani parigini spacciandosi per vedovo in cerca di vedova da sposare. Ostentando un’agiatezza che assolutamente non possedeva, rassicurava le ricche vedove, che con la guerra nel vivo salivano di numero giorno dopo giorno, sulle sue sincere intenzioni facendosi firmare la procura per i loro beni. Dopodiché le portava in una tenuta di campagna che aveva affittato, con la scusa di una gita, qui le strangolava e ne bruciava i resti nel grande forno della villa. Continuò con questa “attività” fino al 1919, con 11 vittime accertate, quando le tante denuncie dei parenti delle sue vittime più le lamentele di chi abitava nei dintorni della villa a causa del fumo nauseabondo che ne usciva, portarono al suo arresto il 12 aprile.

Il processo iniziò il 7 novembre del 1921, Landru ammise di aver truffato le vittime ma negò di averle uccise, supportato nella sue parole dal mancato ritrovamento dei cadaveri. Ad incastrarlo furono i resti di ossa e denti umani trovati in seguito ad una più accurata perquisizione del giardino della villa e una sua agendina nel quale annotava le sue spese tra le quali quelle per i viaggi delle sue vittime alla villa, c’era sempre e solo l’andata, mai il ritorno. I giornali diedero molto risalto alla vicenda, affibbiandoli il soprannome di “nuovo Barbablu”, in onore del precedente e più famoso serial killer francese, il duca Gilles de Rais. Condannato a morte, venne ghigliottinato nel cortile della prigione di St. Pierre a Versailles alle 6.05 del 25 febbraio 1922.

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