Il 26 novembre Aldo Biscardi compie 86 anni COMMENTA  

Il 26 novembre Aldo Biscardi compie 86 anni COMMENTA  

Auguri ad Aldo Biscardi, che oggi, 26 novembre, compie 86 anni. Il conduttore televisivo, fratello del senatore DS Luigi Biscardi, è infatti nato il 26 novembre 1930 a Larino, provincia di Campobasso.


Dopo la laurea in Giurisprudenza, si è dedicato al giornalismo, divenendo, nel 1952, collaboratore del quotidiano napoletano Il Mattino e poi del romano Paese Sera, di cui è diventato caporedattore della sezione sport, argomento in cui si è specializzato. Nel ’58 ha iniziato a seguire i Mondiali di calcio.


Nel 1979 è approdato in Rai come caporedattore, diventando poi vicedirettore di Rai 3. Sullo stesso canale, nel 1980, ha ideato e curato Il Processo del Lunedì, che ha condotto fino al luglio del ’93, per poi cambiargli nome ne Il Processo di Biscardi. Nel mese precedente al suo addio all’azienda, aveva avuto un duro scontro telefonico con Silvio Berlusconi, che aveva chiamato in studio per protestare per come venivano trattate le notizie che lo riguardavano. Passato a Tele +, Aldo Biscardi ne è stato direttore responsabile fino al ’96: intanto ha condotto su questa rete il famoso “Processo” che ora portava il suo nome, trasferendolo successivamente su Telemontecarlo (poi La7). Biscardi ha lavorato anche per altre emittenti come Telenord di Genova – con il Derby del Martedì -, La 7, 7 Gold, T9, Sport 1 Rai 2 come inviato di Quelli che … il calcio, allora condotto da Simona Ventura. Gli è stato “dedicato” un pupazzo nella trasmissione satirica Gli Sgommati su Sky Uno.


Nel maggio 2006 ha lasciato La 7 in seguito al suo coinvolgimento in Calciopoli, dimostrato dall’intercettazione di sue conversazioni telefoniche con l’allora direttore generale della Juventus Luciano Moggi.

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Per Biscardi non vi sono state conseguenze penali, ma disciplinari: nel settembre 2006, l’Ordine dei Giornalisti l’ha sospeso per 6 mesi e lui, per protesta, non ha rinnovato l’iscrizione. Ha continuato tuttavia a definirsi “giornalista di televisione”, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato “non giornalistica” la sua trasmissione.

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