29 ottobre: Fausto Leali compie 72 anni

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29 ottobre: Fausto Leali compie 72 anni

Fausto Leali, soprannominato “il negro bianco” della musica italiana per via della voce “nera” con cui interpreta le sue canzoni, nasce il 29 ottobre del 1944 a Nuvolento, in provincia di Brescia. Inizia presto a muovere i suoi primi passi nel mondo della musica: ad insegnargli a suonare la chitarra, da ragazzino, è Tullio Romano, voce e chitarra del gruppo Los Marcellos Ferial – il cui brano cult è Cuando calienta el sol -.

Dai quattordici anni, Fausto comincia ad esibirsi come professionista in un paio di orchestre. Nel 1961 incide il suo primo 45 giri, con lo pseudonimo di Fausto Denis. Nello stesso anno scrive ed incide la canzone Amarti così. In seguito, avrà come gruppo ufficiale I Novelty. Incide diversi dischi, tra i quali due due cover dei Beatles, Please Please Me e Lei ti Ama (She Loves You).

Inizia quindi a dedicarsi alla musica “nera”, in particolare al soul, che come abbiamo già visto e sappiamo, ben si addice alle caratteristiche della sua voce.

Il 1967 è l’anno del suo primo successo: la romanticissima A chi, versione italiana della canzone statunitense Hurt, tradotta dal grande paroliere Mogol, noto soprattutto per la sua collaborazione con Lucio Battisti. Nel 1960 Hurt era stata interpretata dalla cantante americana Timi Yuro e anni più tardi lo sarebbe stato anche da Francesco De Gregori.

Il brano sarà primo per quattro settimane nella classifica italiana, ed entrerà nella Top Ten (al 9° posto) in Austria, conquistando così 4 dischi d’oro per aver venduto oltre 4.000.000 di copie nel mondo. Con A chi, Leali conquista anche il primo posto alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia del 1967.

Nello stesso anno partecipa per la prima volta a Un disco per l’estate con Senza di te, che in seguito verrà incisa anche da Ornella Vanoni.

L’anno successivo sposa la sua prima moglie, la cantante Milena Cantù, già “ragazza del Clan Celentano”, con la quale avrà due figlie. Con lei, Leali scriverà il brano L’ uomo e il cane, presentato a Sanremo nel ’72, ma non arriverà in finale.

Nel 1968 approda al Festival di Sanremo interpretando il brano Deborah – stesso nome della sua primogenita -, che sarà uno dei suoi più grandi successi.

Poco dopo il cantante lombardo incide Angeli negri, struggente pezzo “antirazzista” con i versi del poeta e politico venezuelano Andrés Eloy Blanco: la canzone raggiungerà il 4° posto nella hit parade.

Angeli negri è anche la traccia d’apertura dell’album Il negro bianco, che comprenderà canzoni come Senza di te, Deborah e Senza luce, versione italiana del singolo dei Procol Harum A Whiter Shade of Pale, già cantato con successo dai Dik Dik pochi mesi prima – la loro rimane la versione italiana più famosa -. Sempre nel 1968, Leali è fra gli interpreti di Canzonissima con Angeli negri e Chiudo gli occhi e conto fino a sei.

Nel 1969 torna a Sanremo per cantare il brano Un’ora fa, insieme a Tony Del Monaco – cantante dalla voce tenorile famoso soprattutto per il brano Un amore così grande -. In quell’occasione Fausto si riconferma quarto alla manifestazione, e si guadagna la sesta posizione nella classifica italiana dei singoli. Nei mesi successivi è in gara a Un disco per l’estate con Tu non meritavi una canzone. Nel 1974, nella stessa kermesse si presenta con Solo lei, canzone incisa anche da Mina.

Prosegue la collaborazione con Mogol, dalla quale nasce nel 1975 il progetto dell’album Amore dolce, amore amaro, amore mio, uscito per l’etichetta CBS. In questo anno Leali fa parte a scopo benefico della squadra di calcio Nazionale italiana Cantanti, capitanata da Mogol.

Nel 1976 torna in classifica col singolo Io camminerò, scritto da Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, che diventa la traccia d’apertura dell’omonimo album. Il brano sarà interpretato anche dallo stesso Tozzi.

Nel 1980 gli viene proposto di cantare un classico della canzone napoletana: Malafemmena, scritta da Totò. La versione di Fausto sarà usata come sigla di una serie televisiva dedicata proprio alla memoria del principe della risata.

Dopo sei anni di “stop”, il cantante torna al successo grazie a Mina, che lo invita a duettare con lei nel brano Via di qua, che sarà primo nell’hit parade e sigla di Trent’anni della nostra storia, in onda il sabato su Rai 1.

Nel 1987 Fausto ritorna al Festival di Sanremo, dove presenta il brano Io amo, scritto e prodotto da Toto Cutugno, con la collaborazione di Franco Fasano e dello stesso Leali. Il brano si classifica al 4º posto, vende oltre 400.000 copie, conquistando 2 dischi di platino, ed arriva al secondo gradino del podio nella classifica dei singoli italiani.

L’anno seguente l’artista è ancora all’Ariston con Mi manchi, firmata da Franco Fasano e da Fabrizio Berlincioni, che anni dopo verrà anche reinterpretata da Andrea Bocelli. Mi manchi si piazza sesta nella classifica italiana.

Nel 1989 vince la gara canora in coppia con Anna Oxa cantando Ti lascerò, terza nelle classifiche nazionali. Il brano viene incluso nell’ LP Leali. Fausto Leali e la Oxa, in quanto trionfatori di Sanremo, andranno all’Eurovision Song Contest, portando la canzone Avrei voluto.

Il nostro risale sul palco della città dei fiori tre anni più tardi con Perché, composta da Aleandro Baldi e Giancarlo Bigazzi, e cantata anche da Baldi stesso.

Leali andrà altre volte al Festival, come nel 2002 con il brano Ora che ho bisogno di te, cantato in coppia con Luisa Corna – i due si aggiudicano il quarto posto – e nel 2003 con Eri tu, che grazie al successo discografico permetterà al cantante di ottenere il Disco di Platino per le oltre 130.000 copie vendute in soli 15 giorni.

Partecipa al Festival di Sanremo anche nel 2009 – è la tredicesima volta – con Una piccola parte di te, arrivando in finale. La canzone parla del rapporto padre-figlio ed è stata scritta per lui dalla consolidata coppia di autori Berlincioni-Fasano.

Il 22 settembre 2015 il “negro bianco” è ospite del concerto-evento di Francesco De Gregori Rimmel 2015, tenutosi all’Arena di Verona ed il 13 marzo del 2016 è fra i cantanti invitati da Marcella Bella ad un omaggio a Giulio Rapetti, Una serata… Bella per te, Mogol, trasmesso su Rete 4.

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