3 febbraio 1959: Il giorno in cui la musica morì

Storia

3 febbraio 1959: Il giorno in cui la musica morì

E’ così che di solito viene ricordato questo giorno dove in un incidente aereo persero la vita tre star del nascente rock&roll, Buddy Holly, The Big Bopper e Ritchie Valens. Proviene da un verso di una canzone di Don McLean a loro dedicata, intitolata American Pie, in cui in un verso recita:

« I can’t remember if I cried
When I read about his widowed bride,
But something touched me deep inside
The day the music died. »

« Non ricordo se piansi
Quando lessi della sua sposa diventata vedova,
Ma qualcosa mi colpì profondamente
Il giorno in cui la musica morì. »

I tre musicisti, impegnati nel Winter Dance Party, si erano esibiti quella sera alla Surf Ballroom di Clear Lake nello Iowa. Visto che l’indomani si sarebbero dovuti trovare nel Nord Dakota per un nuovo concerto, decisero di rimettersi subito in viaggio, nonostante le cattive condizioni atmosferiche dovute a forti nevicate. Così, poco dopo l’una di notte, il Beechcraft Bonanza guidato dall’inesperto pilota Roger Peterson si schiantò a poche miglia dall’aeroporto di Mason City da cui era decollato. Il pilota ed i tre passeggeri morirono sul colpo. Il disastro venne accertato solo la mattina successivo con il miglioramento del tempo. Dal 1988 nei pressi del luogo dell’incidente è presente un monumento raffigurante una chitarra e tre dischi con i nomi degli artisti, voluto da un fan, Ken Paquette.


Una curiosità, esattamente un anno dopo un altro grande cantante, Fred Buscaglione, perse la vita in un incidente, questa volta automobilistico, a Roma.

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