30 anni di Commodore 64 COMMENTA  

30 anni di Commodore 64 COMMENTA  

Era il 1982, e all’edizione invernale del Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, che come negli anni precedenti si teneva i primi giorni di gennaio, nello stand della Commodore, azienda informatica americana fondata negli anni 70, venne annunciato il nuovo personal computer di punta della casa, di cui mostrarono anche un prototipo.

Si chiamava Commodore 64, dai kB di RAM di cui disponeva, ed ebbe un impatto eccezionale sul mondo dell’informatica. Oltre alla già citata RAM, che era doppia rispetto alla maggior parte dei PC venduti allora (anche se una parte di essa era riservata al sistema operativo BASIC), il C64, come venne poi abbreviato il suo nome, disponeva di un processore a 8 bit e con una frequenza di funzionamento di 1 MHz.

Misure che oggi ci paiono ridicole, ma che a quei tempi erano oltre il top nell’uso domestico. Ma dove davvero il Commodore 64 fu rivoluzionario era nel comparto audio e video.

In un epoca in cui gran parte dei computer avevano ancora a che fare con monitor ai fosfori verdi, lui montava una scheda video capace di gestire ben 16 colori alla risoluzione allora eccezionale di 320×200 pixel.

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L’audio era invece gestito dal fenomenale SID 6581, un chip sonoro capace di campionare suoni in modo talmente superiore rispetto alla concorrenza che per quasi un decennio rimase la pietra di paragone nel settore. Fu lanciato ufficialmente sul mercato durante l’edizione estiva del CES dell’agosto seguente e da allora, fino alla sua uscita dal mercato agli inizi degli anni 90 dovuta al fallimento dell’azienda, vendette più di 17 milioni di unità, facendolo entrare nel Guinness dei Primati come il personal computer più venduto della storia. Gran parte del suo successo è dovuto al prezzo di lancio di soli 595 dollari, quando i concorrenti arrivavano a costare oltre il 30% in più. La sua diffusione fu poi aiutata dalla geniale strategia di marketing della società, che mi se in vendita il PC anche nei grandi magazzini e negli ingrossi di elettronica, e non solo, come di solito accadeva, nei negozi specializzati. Trovarlo accanto a lavatrici e tv invogliò molta gente a comprarlo, e d’altronde per tutti gli anni 80 fu la macchina videoludica per eccellenza. Il suo dominio nel campo vacillò solo con l’arrivo, a cavallo degli anni 90, delle console a 16 bit di Nintendo e Sega, contro le quali non poteva più competere. Un computer che ha segnato un intera generazione e che ancora genera nostalgia in molti di noi. E per tutti quelli che vorrebbero riprovare la gioia nel suo utilizzo anche con gli ultimi programmi è uscito sul mercato qualche mese fa una versione moderna, esteticamente uguale all’originale C64, ma con un hardware di ultima generazione.

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