30 dicembre 1610: La Contessa Sanguinaria

Storia

30 dicembre 1610: La Contessa Sanguinaria

Lo spettacolo che il Conte Giorgy Thurzo ed i suoi cavalieri si trovarono davanti nel castello di Cacthice, in seguito all’irruzione pianificata nel precedente giorno di Natale, fu a loro dire terrificante.

Giovanissime ragazze erano sottoposte ai peggiori supplizi orchestrati dalla contessa in persona. Per la nobile Erzsébet Báthory questa volta non fu possibile evitare l’arresto. Nata in Ungheria nel 1560 da un’antica famiglia nobiliare della Transilvania, lontanamente imparentata con Vlad III, meglio conosciuto come Dracula, fin da subito mostrò i segni di quei disturbi mentali che da tempo caratterizzavano la famiglia Báthory, frutto di numerosi matrimoni tra consanguinei.

Quand’era solo una bambina si dilettava ad assistere alle torture e alle esecuzioni dei condannati, con una certa predilezione per quelle più cruente. A 11 anni ci fu il fidanzamento con Ferenc Nádasdy, rampollo di un’illustre famiglia aristocratica ungherese, con cui si sposò nel 1575, andando a vivere nel suo castello di Sàrvàr, nell’Ungheria centrale.

Il marito si rivelò una persona crudele che amava torturare i servi con la sua spada, contribuendo alla deviazione psicologica della moglie. Continuamente impegnato a combattere i Turchi che premevano da sud, lasciava la consorte molto spesso da sola a gestire il castello. Sempre più annoiata cominciò a frequentare una sua zia, la contessa Karla, che oltre alle orge ed a ogni altro genere di perversione sessuale era dedita anche alle pratiche di stregoneria.

Fu lei a presentarle Dorothea Szentes, esperta di magia nera che, insieme al suo malefico servo Thorko, incoraggiò le sue tendenze sadiche, insegnandole nuove pratiche di tortura da mettere in pratica punendo quelle serve che sempre più frequentemente cercavano di fuggire dalla pazzia della padrona. Progettò anche un apposito strumento, chiamato Vergine di Ferro, fatto poi costruire da un orologiaio. Consisteva in una forma di donna dai lunghissimi capelli biondi che stringeva verso il suo acuminato petto la sventurata di turno. Leggenda vuole che, durante una delle quotidiane sevizie sulla servitù, delle gocce di sangue di una servetta gli colarono su una mano. Dopo qualche giorno notò che la pelle a contatto col sangue sembrava ringiovanita. Si convinse allora che frequenti “bagni” nel sangue di giovani vergini l’avrebbero mantenuta giovane e bella. Una follia acuita anche dalla prematura e misteriosa dipartita del marito, in seguito alla quale si trasferì con il suo seguito nel più defilato castello di Cachtice. Quando, esaurite le piccole contadine della zona, cominciò a rivolgersi alle giovani aristocratiche per la materia prima dei suoi bagni rigeneranti, le sue attività caddero sotto l’attenzione della Chiesa cattolica che fece pressione sull’imperatore Mattia II per avviare un’indagine. Questi la affidò al conte Thurzo rivale della famiglia Báthory, e si concluse appunto con l’arresto della contessa. Durante il processo vennero fuori i particolari più agghiaccianti delle sue pratiche. Alcune ragazze, ad esempio, furono costrette a cucinare e mangiare pezzi del loro corpo, altre furono lasciate ad assiderarsi nude e bagnate nella neve, altre ancora venivano morse sui seni dalla contessa mentre erano appese a teste in giù e lasciate a dissanguarsi. Secondo il suo diario le morti da lei causate furono circa 650, cosa che la renderebbe la più prolifica serial killer della storia, ma, secondo stime più realistiche, le vittime si dovrebbero assestare sulle 300 unità, cifra comunque enorme. Tutti i suoi complici vennero arsi vivi mentre lei si suicidò in cella. Subito nacque il mito intorno alla sua figura, soprattutto nell’immaginario vampiresco, di cui divenne uno dei personaggi simbolo insieme a  Dracula. A lei si sono ispirati romanzi, film e persino videogiochi e fumetti.

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