4 gennaio 1926: Muore la prima regina d’Italia COMMENTA  

4 gennaio 1926: Muore la prima regina d’Italia COMMENTA  

Nata il 20 settembre 1851 a Torino da Ferdinando di Savoia, duca di Genova, Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia fu allontanata dalla corte sabauda quando la madre, Elisabetta di Wettin, figlia del re di Sassonia, rimasta vedova del duca si risposò con un semplice borghese.

Crebbe in bellezza e cultura e, dopo aver rifiutato le nozze con il principe Carlo di Romania per non dover lasciare la sua amata Italia, si fidanzò con suo cugino Umberto, principe di Savoia ed erede al trono, sposandolo il 22 aprile 1868, in una sfarzosa cerimonia a Torino.

L’anno dopo nacque il loro primogenito Vittorio Emanuele Ferdinando, resterà il loro unico figlio. Con la morte di re Vittorio Emanuele II nel 1878 divenne la prima regina del Regno d’Italia, in quanto il precedente re rimase vedovo poco prima dell’unificazione.

Non fu un felice matrimonio quello tra Umberto e Margherita, visto che lui era innamorato fin dall’adolescenza della bellissima duchessa Eugenia Litta, e lei mal sopportava la cosa.

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Pensò diverse volte di separarsi ma alla fine decise sempre di resistere per il bene della famiglia e dell’immagine pubblica. Il 29 luglio del 1900, mentre si trovavano in visita a Monza, l’anarchico Gaetano Bresci uccise con tre colpi di pistola re Umberto, due settimane dopo il loro figlio fu incoronato nuovo re d’Italia col nome di Vittorio Emanuele III. Nel nuovo ruolo di regina madre, Margherita poté dedicarsi con maggior energia alle sue iniziative benefiche e culturali che ne fecero in breve tempo uno dei personaggi più amati della storia recente. Era solita riunire nella sua residenza del Quirinale i maggiori artisti italiani dell’epoca e anche quelli stranieri che si trovavano in visita alla capitale. Giosuè Carducci le dedicò una delle sue Odi barbare,  e fu la prima donna a scalare il Monte Rosa, tanto che il rifugio in prossimità della vetta porta ancora il suo nome. A lei è dedicata l’omonima pizza, omaggio ricevuto durante una sua visita a Napoli, e in suo onore il comune pugliese di Saline di Barletta cambiò il nome in Margherita di Savoia. Promosse l’istituzione di scuole pubbliche in tutto il territorio nazionale, e infatti il suo nome è  tra i più usati per intitolare istituti scolastici. Fu una crocerossina onoraria, e la sua opera umanitaria fu molto importante durante il terribile terremoto di Messina del 1908 e soprattutto durante la Grande Guerra, quando trasformò il Quirinale e il suo palazzo a via Veneto in due ospedali. La sua gentilezza e la grande popolarità che vantava nella popolazione offuscano anche le parti più oscure del suo carattere, come il suo favore verso il fascismo. Morì a 75 anni nel suo ritiro a Bordighera e, dopo un lentissimo viaggio in treno della salma a causa della folla che ovunque durante il tragitto si ammassava per renderle omaggio, fu tumulata al Pantheon insieme agli altri reali. A lei oltre a scuole ed ospedali sono state dedicate centinai di vie, viali e piazze, oltre a dolci, a fiori e a svariate opere letterarie, segno dell’impronta che ha lasciato nell’immaginario collettivo nazionale.

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