4 giugno 1944: La liberazione di Roma

Storia

4 giugno 1944: La liberazione di Roma

Con la vittoria nella battaglia di Montecassino e il successo dell’Operazione Shingle, lo sbarco delle forze alleate presso Anzio e Nettuno, la linea difensiva Gustav approntata dai nazisti, una serie di fortificazioni e sistemi difensivi che dal Garigliano a Pescara tagliavano in due la penisola italiana, era caduta. Per l’esercito tedesco comandato dal federmaresciallo Albert Kesserling non rimaneva altro che ripiegare dietro la linea Gotica, il nuovo sbarramento difensivo che andava dalle Alpi Apuane alle coste di Pesaro sfruttando l’Appenino, e che nelle loro speranze avrebbe dovuto fermare l’avanzata delle truppe alleate guidate dal generale Harold Alexander. Uno degli effetti più importanti di questa ritirata fu l’abbandono da parte della Wermacht della città di Roma, occupata nonostante l’anno prima il governo italiano l’avesse dichiarata città aperta, cioè lasciata priva di difese per evitarne saccheggi e distruzione da parte del nemico. I mesi di occupazione tedesca furono terribili per la popolazione, come dimostrano episodi come l’eccidio delle Fosse Ardeatine, e quindi l’arrivo dei primi carri armati alleati in città fu un momento di festeggiamenti per tutti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche