Flavia Pennetta: definitivo l’addio al tennis

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Flavia Pennetta: definitivo l’addio al tennis

Non c’è alcun dubbio che il volto sorridente di Flavia Pennetta vincitrice degli US Open sia il manifesto sportivo nazionale di questo 2015 prossimo alla conclusione.

Difficile pensare che da qui alla fine dell’anno qualcuno possa usurpare il titolo di regina dello sport italiano a Flavia, perché di tempo ce n’è poco, ma, ancora di più, perché, per sorpassarla, quel qualcuno dovrebbe davvero combinare qualche cosa di eccezionale. Come lei, insomma, non c’è nessuno e, come sempre accade in situazioni simili, il ritiro all’apice della carriera finisce per consegnare alla storia non il semplice atleta, bensì la sua trasformazione in mito. Eppure Flavia Pennetta è rimasta una donna semplice, che adesso ha deciso di rimanere di fianco al suo futuro marito, il collega Fabio Fognini. “Con Fabio” ha raccontato Flavia in un’intervista, “abbiamo cinque anni di differenza: 33 io, 28 lui. All’inizio tutti mi dicevano: ma che ci fai con quel ragazzino? ti stuferai in fretta.

Invece…”. E invece “casa mia, ora” ha aggiunto, “è dove è Fabio: se decide di andare a Timbuctu, io lo seguo”.

Qualcuno (anche più di qualcuno, a dir la verità) ha provato a suggerire che il ritiro di Flavia Pennetta sia legato proprio a Fognini, a esigenze, per così dire, familiari, ma Flavia ha risposto in modo preciso: “smetto di giocare a tennis per me, non per Fabio. Non farò mai più la cavolata di annullarmi per un maschio. E’ già successo, la lezione l’ho imparata”. Certo, restano ricordi meravigliosi: “se riguardo le foto di New York mi vedo raggiante, con le stelline negli occhi. Mi ero immaginata che avrei fatto le capriole, invece no: ero più felice dentro che fuori. A qualcuno sono apparsa fredda, in realtà ero pacificata”.

Però la decisione di smettere di giocare resta. “La luce” ha raccontato Flavia, “mi si è spenta dentro progressivamente, senza un clic preciso.

Al tennis, per 15 anni, ho dato tutta me stessa. Ho il gomito dolorante, la spalla distrutta, il polso operato. Però non ho rimpianti: rifarei ogni cosa”. “La decisione è presa, indietro non si torna, né per i soldi, né per noia, né per i Giochi di Rio”, “sono salita in cima alla montagna e adesso mi godo il panorama: bello”.

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