Dieselgate, VW ammette: emissioni truccate per conquistare il mercato USA

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Dieselgate, VW ammette: emissioni truccate per conquistare il mercato USA

Si ritorna a parlare di Dieselgate e, questa volta, le parole sono quelle dei nuovi vertici della Volkswagen, il presidente del Consiglio di Sorveglianza Dieter Potsch e l’amministratore delegato Matthias Muller.

Se finora la casa automobilistica tedesca ha pensato soprattutto a difendersi e a inventare soluzioni pratiche per risolvere o, quanto meno, limitare problemi e disagi arrecati a più di dieci milioni di clienti in tutto il mondo (trascurando il generale problema delle emissioni di gas serra), nel corso di una conferenza stampa svoltasi la settimana scorsa (giovedì), è arrivata l’ammissione delle responsabilità e, con essa, la prima vera spiegazione di ciò che è davvero successo. Potsch e Muller hanno infatti spiegato che il software per modificare i valori delle emissioni nei test anti inquinamento è stato introdotto nel 2005, in un momento in cui la Volkswagen aveva deciso di lanciarsi alla conquista del mercato americano, pur non avendo “la tecnologia per superare i test di emissione, il tempo per trovarla e il denaro per svilupparla”. La scelta è così ricaduta sul marchingegno ormai ben noto, e Potsch ha chiarito che non si è trattato “dell’errore di una volta”, ma di “una catena di errori”, lasciando intravedere e portando a ipotizzare che la truffa possa essere stata messa in piedi non da un gruppo ristretto di persone, come detto all’inizio, ma dall’intera VW.

L’ipotesi è sembrata così automatica che lo stesso Potsch ci ha tenuto ad assicurare che non c’è alcuna prova di un coinvolgimento dei vertici della casa automobilistica, ma è chiaro che il sospetto rimane.

Non bastavano ossidi di azoto e di carbonio, non bastava una truffa che coinvolge undici milioni di veicoli e che, in alcuni paesi europei, si sta configurando anche come reato di evasione fiscale perché ad essere state truccate sono le emissioni di CO2, in base alle quali si calcolano molte tasse sul possesso e la circolazione di veicoli: ora è arrivata anche l’ammissione del comportamento doloso, quello di cui in molti, per dire la verità, hanno sospettato fin dall’inizio.

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