Il Papa presenta il catalogo delle virtù per gli uomini di Chiesa

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Il Papa presenta il catalogo delle virtù per gli uomini di Chiesa

Durante il discorso alla Curia, in occasione dello scambio degli auguri di Natale, Papa Francesco ha pronunciato un discorso nel quale ha parlato della sua riforma, ormai avviata da tempo, per riformare profondamente la Chiesa Cattolica: ‘Quest’anno si sono manifestate alcune malattie curiali, che hanno portato sincera riflessione e decisivi provvedimenti. La riforma andrà avanti con determinazione, lucidità e risolutezza, perché Ecclesia semper reformanda’. Il Papa ha anche ricordato che ‘alcune di tali malattie si sono manifestate nel corso di questo anno, causando non poco dolore a tutto il corpo e ferendo tante anime.

Anche con lo scandalo’.

Nell’occasione, il Papa ha voluto pubblicare un catalogo delle virtù, al quale dovrebbe uniformarsi ogni persona che presta servizio in Curia.

Un catalogo, che, secondo il Pontefice, dovrebbe costituire la guida e il faro per gli uomini di Chiesa. Il “catalogo del papa” è costituito da 12 punti, ognuno dei quali corredato da un’analisi dettagliata: 1) missionarietà e pastoralità; 2) idoneità e sagacia; 3) spiritualità e umanità; 4) esemplarità e fedeltà; 5) eazionalità e amabilità; 6) innocuità e determinazione; 7) Carità e verità; 8) onestà e maturità; 9) rispettosità e umiltà; 10) doviziosità e attenzione; 11) impavidità e prontezza; 12) affidabilità e sobrietà.

La sobrietà – ha specificato il sommo pontefice – è uno stile di vita che indica il primato dell’altro come principio gerarchico ed esprime l’esistenza come premura e servizio verso gli altri.

L’onestà è la base su cui poggiano tutte le altre qualità: è la rettitudine, la coerenza e l’agire con sincerità assoluta con noi stessi e con Dio. Chi è onesto non agisce rettamente soltanto sotto lo sguardo del sorvegliante o del superiore; l’onesto non teme di essere sorpreso, perché non inganna mai colui che si fida di lui.

L’onesto non spadroneggia mai sulle persone o sulle cose che gli sono state affidate‘.

Al termine del suo discorso, Francesco ha citato una preghiera attribuita a mons. Romero, che si conclude con la seguente asserzione: “Siamo manovali, non capomastri, servitori, non messia. Noi siamo profeti di un futuro che non ci appartiene’. 

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