Mentana boccia la riforma della Rai: ‘La Rai è asservita al governo’

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Mentana boccia la riforma della Rai: ‘La Rai è asservita al governo’

In una intervista rilasciata al ‘Fatto Quotidiano‘, il direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, non usa mezzi termini per commentare la nuova riforma della Rai, che di fatto modificherà l’assetto della tv di stato. Secondo Mentana, con la nuova riforma, la dipendenza del servizio pubblico dalla politica verrà rafforzata: ‘E’ come se l’ad della Rai fosse Palazzo Chigi‘, ha esclamato il direttore di La7, secondo il quale il nuovo sistema renderà la Rai ancora più asservita alle logiche dei partiti e della spartizione di poltrone.

Secondo Mentana, il nuovo assetto darebbe un’ulteriore scossa in negativo al mercato televisivo: ‘Il nodo non è tanto Matteo Renzi, perché lui è un premier pro tempore. Il tema vero è che questa riforma schiaccia ancora di più l’emittente pubblica sotto il peso del potere politico, legandola al governo. E la dipendenza è rafforzata anche dal canone che verrà rastrellato inserendolo in bolletta. Una misura che crea una chiara distorsione nel mercato’.

L’introduzione del canone in bolletta, che frutterà nuove entrate per il servizio pubblico, secondo Mentana, falserebbe ancora di più la concorrenza: ‘Se è vero che il canone in bolletta frutterà a Viale Mazzini 420 milioni in più, che effetti ci saranno sulla concorrenza con le aziende private? Per di più, in una fase in cui c’è un incredibile calo degli introiti pubblicitari, per tutti’.

Ma anche se la dipendenza dall’esecutivo crescerà, Mentana, non crede che il servizio pubblico possa orientare le scelte dell’elettorato: ‘Io non ho mai creduto che le tv decidano l’esito delle urne.

In questi anni lo schieramento politico che controllava la Rai ha regolarmente perso le elezioni. E anche la Dc che governava a Viale Mazzini perse il referendum sul divorzio’.

Secondo il direttore del tg di La7, la logica lottizzatoria è stata condivisa da tutte le forze politiche: ‘Spiace dirlo, ma sì, tutti quanti. Anche i Cinque Stelle. E fu l’antipasto di quello che è accaduto oggi. Se tutti assieme hanno varato il Parlamento della Rai, è logico che l’esecutivo decida per una Rai legata all’esecutivo’.

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