Il Papa dedica l’Angelus a Santo Stefano: ‘Alleniamoci a perdonare’ COMMENTA  

Il Papa dedica l’Angelus a Santo Stefano: ‘Alleniamoci a perdonare’ COMMENTA  

Pope Francis

Prima di affacciarsi per la consueta messa dedicata al primo martire Santo Stefano, al quale è dedicato la giornata successiva al Natale, oggi il Papa ha voluto ricordare i cristiani perseguitati nel mondo, invitando gli intervenuti alla Messa ad allenarsi al perdono.

Prima ancora di affacciarsi per l’Angelus di San Pietro, il Papa ha pubblicato un tweet in diverse lingue, nelle quali ha invitato a pregare per i tutti i cristiani che soffrono l’onta delle persecuzioni.

 ‘Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti’.

Nel corso del suo intervento svoltosi attorno alle ore 12, il Papa ha voluto ricordare la figura del martire Santo Stefano, che segue subito la festività del Natale.

Se il 25 i cristiani hanno “contemplato l’amore misericordioso di Dio, che si è fatto carne per noi” adesso “vediamo la risposta coerente del discepolo di Gesù, che dà la vita. Santo Stefano fu il martire che “implorò il perdono di un giovane di nome Saulo: costui perseguitava la Chiesa e cercava di distruggerla“.

Ogni giorno abbiamo l’occasione per allenarci a perdonare – ha ricordato il Papa – per vivere questo gesto tanto alto che avvicina l’uomo a Dio“, ha detto oggi Francesco durante l’Angelus.

“Il risentimento che proviamo” va infatti affrontato con la preghiera e “affidando chi ci ha fatto del male alla misericordia di Dio“. Un discorso che si coniuga perfettamente con il Giubileo della Misericordia, voluto proprio da Papa Bergoglio.

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Il Papa ha ricordato che il perdono “è sempre molto difficile“, ma “poi si scopre che questa lotta interiore per perdonare purifica dal male”.

Proprio alcuni giorni fa, anche il presidente degli Usa, Obama, aveva voluto rivolgere un pensiero ai cristiani perseguitati in tutto il mondo: “In alcune aree del Medioriente quest’anno rimarranno silenti le campane delle chiese che per secoli hanno suonato il giorno di Natale – aveva scritto Obama nel suo comunicato diffuso il 24 dicembre -, questo silenzio è testimone delle brutali atrocità commesse dallo Stato islamico contro queste comunità”.

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