M5S: il web sentenzia l’espulsione della Fucksia con il 92,6% dei voti favorevoli

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M5S: il web sentenzia l’espulsione della Fucksia con il 92,6% dei voti favorevoli

Nella mattinata di lunedi, Serenella Fucksia, nei suoi colloqui con la stampa, si era dimostrata sorpresa dall’iniziativa di Grillo che aveva proposto il referendum per l’espulsione, motivando la richiesta con il fatto che la senatrice, da sei mesi, non restituiva parte dello stipendio come fanno i propri colleghi parlamentari.

E sarà stata molto più sorpresa nell’apprendere l’esito della votazione, che l’ha costretta a dovere prendere armi e bagagli per lasciare il partito, con una percentuale bulgara. Addirittura il 92,6% dei partecipanti al voto (circa 24.600 persone) hanno sentenziato l’espulsione della Fucksia, contro il 7,4% (circa 1970 persone) che avrebbero votato per la conferma.

La parlamentare espulsa è stata additata dal guru del M5S, per avere violato più volte il codice di comportamento dei parlamentari pentastellati. poichè dal mese di aprile avrebbe omesso di versare le eccedenze delle spettanze parlamentari, ignorando i diversi solleciti inviati dal Movimento 5 Stelle.

Lei si è difesa, adducendo a propria discolpa il fatto di non avere ancora effettuato la dovuta rendicontazione, nonostante siano trascorsi ben 8 mesi dal primo stipendio non restituito.

Il popolo grillino del web non ha creduto alle motivazioni addotte dalla Fucksia a propria discolpa, per questo motivo avrebbe votato in massa per il suo addio.

Con l’addio della Fucksia, sale a 37 il numero dei parlamentari del M5S, che hanno lasciato il gruppo in Parlamento, 18 deputati e 19 senatori. La pattuglia nutrita di parlamentari del M5S era originariamente composta da 109 deputati e 54 senatori, mentre adesso i deputati rimasti sono 91 e i senatori sono 35.

Adesso Serenella Fucksia può appellarsi al comitato d’appello del M5S per fare valere le proprie ragioni e cercare di tornare nei ranghi. In passato, a più riprese, la senatrice aveva votato in aula in modo difforme rispetto ai colleghi, manifestando anche la solidarietà al ministro Boschi, in occasione della presentazione della mozione di sfiducia votata dal M5S.

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