4G: come funziona

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4G: come funziona

4G

Alcuni cenni sul funzionamento del protocollo di connessione 4G, attualmente il più veloce e performante per quanto riguarda Internet in portabilità.

Abbiamo già avuto modo di trattare il tema, ancora in parte oscuro, del protocollo di connessione 4G, attualmente il più veloce e performante per quanto riguarda la trasmissione dei dati via Internet senza fili. In particolare, ci siamo occupati sia di come si attiva per la prima volta, che degli eventuali problemi inerenti ai maggiori consumi (o presunti tali). Ora vogliamo tornare all’origine, e parlare del funzionamento di questo peculiare protocollo di connessione. Ne esaminiamo i caratteri salienti, quelli che è utile conoscere anche da parte degli utilizzatori finali (ovvero gli utenti di dispositivi connessi con tale modalità di collegamento in rete), nelle righe che seguono.
Intanto il nome: 4G è l’abbreviazione di quarta generazione: si tratta infatti dell’ultimo – a oggi – stadio evolutivo dei protocolli di connessione Internet. La velocità di trasferimento dei dati – in download – che deve essere garantita dalla connessione, per appartenere al 4G, come stabilito dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, deve essere di 100 MB al secondo.

Pensata principalmente per la telefonia in portabilità – quindi notebook, smartphone e tablet in prima istanza -, il 4G può garantire una velocità di trasferimento dei dati analoga a quella delle connessioni domestiche. Esistono diverse sottocategorie di connessione 4G: quella attualmente più consolidata è la LTE, che altro non è che l’acronimo di Long Term Evolution, utilizzata in gran parte del mondo (in Italia, dopo un lungo beta-test nelle sole Roma e Milano, si è diffusa praticamente ovunque), e verosimilmente destinata a costituire, sulla media distanza, un monopolio di fatto, identificandosi totalmente con il 4G. Ovviamente, la velocità effettiva non dipende solamente dalla qualità del segnale emesso dal gestore telefonico, ma anche da altri fattori, come la qualità del dispositivo ricevente, la presenza di barriere elettromagnetiche e in minima parte anche da fattori atmosferici.

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