5 aprile 1242: La battaglia del lago ghiacciato COMMENTA  

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Nel XIII secolo del potente Rus’ di Kiev, il primo grande stato organizzato di matrice slava che a cavallo del millennio governò su un vastissimo territorio che andava dall’attuale Ucraina fin quasi alla Finlandia, non restava che una manciata di piccole entità statali locali, sorte dopo la caduta della capitale causata dall’invasione dei mongoli dell’Orda d’Oro.

Una di queste era la Repubblica di Novgorod, che comprendeva la parte più settentrionale dell’antico stato, appetita dai Cavalieri Teutonici, il cui ordine governava uno stato in quelli che sarebbero divenuti i territori della Prussia.

L’invasione comincio nell’autunno del 1240 e rapidamente conquistarono le maggiori città occidentali della repubblica russa. Quando arrivarono a minacciare la stessa Novgorod il governo, spinto dai cittadini, decise di richiamare il principe Aleksandr Nevskij, l’eroe che pochi anni prima aveva sventato l’invasione svedese e che si era poi auto esiliato per dissapori con i boiardi della città.

In breve riconquistò gran parte dei territori perduti e costrinse il nemico ad una battaglia campale. Intelligentemente scelse come terreno dello scontro la superficie ghiacciata del grande lago Peipus (o lago dei Ciudi) dove la cavalleria, principale arma d’attacco dei teutonici, non poteva manovrare con facilità.

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Grazie a questo espediente e all’apporto degli arcieri mongoli mercenari, oltre che di un abile tattica militare durante la battaglia, l’esercito nemico fu annientato, il Gran Maestro dell’ordine rientrò a stento in patria. Grazie a questa sfolgorante vittoria Nevskij assurse nei secoli successivi ad eroe nazionale russo, protagonista di monumenti, racconti e, in epoca moderna, film.

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