5 marzo 1876: Esce il Corriere della Sera

Storia

5 marzo 1876: Esce il Corriere della Sera

Dopo aver lavorato ne L’Indipendente, quotidiano partenopeo fondato da Alexandre Dumas padre, e per alcuni periodici milanesi, tra cui anche un’esperienza di pochi mesi come direttore de La Lombardia, il napoletano e filo garibaldino Eugenio Torelli Viollier maturò l’idea di fondare un nuovo giornale che fosse libero da una qualsiasi appartenenza politica, in un momento storico che stava vedendo per la prima volta la Sinistra storica uscire vincente dalle elezioni. Con il suo intento di creare un organo moderato di mediazione comincia ad attirare finanziatori e collaboratori. Era il febbraio 1876 quando si decise di avviare la testata a cui venne dato il nome di Corriere della Sera, in quanto sarebbe dovuta uscire nel tardo pomeriggio. Il budget raccolto fu molto minore del preventivato, circa 30000 lire, che bastava a malapena per garantire un anno di pubblicazioni; fu per questo che si decise di agire aggressivamente fin dal lancio. Come primo giorno venne scelto domenica 5 marzo, la prima domenica di Quaresima, giorno in cui tradizionalmente i giornali non uscivano, potendo quindi contare sull’assenza di concorrenza.

Quel primo numero uscì in 15000 copie, costava 5 lire (7 fuori Milano) ed era composto da 4 pagine suddivise in cinque colonne. Il ricavato di quella giornata, per non inimicarsi il resto dell’editoria milanese, venne devoluto in beneficenza al Pio istituto Tipografico. La redazione del giornale si trovava nell’elegante Galleria Vittorio Emanuele ed era composta, oltre che dal direttore Torelli, da tre redattori, Raffaello Barbiera, Giacomo Raimondi, Ettore Teodori Buini, e quattro operai. Nelle settimane successive la tiratura si assestò sulle 3000 copie, salendo esponenzialmente anno dopo anno. Ad oggi, oltre ad essere tra i più longevi quotidiani nazionali, contende a La Repubblica il primato di copie vendute nel nostro paese.

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