7 aforismi utili per affrontare il 2017

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7 aforismi utili per affrontare il 2017

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Ecco alcune frasi che potranno risultare utili per ciò che accadrà il prossimo anno, aforismi da citare all’occorrenza nel corso del 2017.

Il 2017 si preannuncia come un anno decisivo da molti punti di vista. Il destino dell’Europa, prima di tutto, il nuovo ruolo degli Stati Uniti sotto la guida del presidente Donald Trump, le Nazioni Unite, l’Isis e il Medio Oriente, la Libia, la Corea del Nord, senza dimenticare i migranti, i cambiamenti climatici e il ruolo dell’informazione nel mondo del web e delle bufale.

Tanto vale prepararsi con alcuni aforismi da tenere presenti e che potrebbero essere utili a commento di vari fatti.

La minaccia della guerra

Non bisogna abbassare la guardia. Lo ha ribadito, fra gli altri, Papa Francesco: il “la guerra mai più”, motto sul quale si è fondata l’Europa dopo i conflitti mondiali, sembra essere sbiadito. Il terrorismo e lo Stato Islamico e le provocazioni di Kim Jong-un rischiano di minare il clima di fiducia della comunità internazionale e innescare crisi di dimensioni globali.

Giusto quindi ricordare le parole del piccolo grande poeta Gianni Rodari, quello che sapeva parlare ai bambini e agli adulti disposti ad ascoltare: “ci sono cose da non fare mai / né di giorno né di notte / né per mare né per terra / per esempio, la guerra” (la poesia si intitola “Promemoria”).

Migranti e frontiere chiuse

Chi parteggia per la chiusura delle frontiere è in genere – e per forza di cose – convinto di stare meglio di chi lascia fuori.

In questi casi può essere utile ricordare che il mondo è in realtà uno soltanto, ed è reale, al contrario del confini, che di tanto in tanto cambiano, come tutte le convenzioni.

Allora forse è meglio dirsi “cittadini, non di Atene o della Grecia, ma del mondo”, come faceva Socrate (o, meglio, Platone).

I cambiamenti climatici

Che il riscaldamento globale sia un gigantesca “truffa” è una convinzione che hanno molte persone, fra le quali anche molte persone di potere: manca l’evidenza scientifica, si dice. Quella che verrebbe qualora ci si trovasse di fronte alla frittata bella e fatta.

“Abbiamo ferito a morte questo bel pianeta, l’unico in tutta la Via Lattea capace di sostentare la vita, con un secolo di folle frenesia del trasporto”, diceva Kurt Vonnegut, che poi parlava dell’ebbrezza del petrolio: “uno ne ficca un po’ dentro l’automobile e può andarsene in giro a duecento all’ora, investire il cane dei vicini e fare a brandelli l’atmosfera”.

Trovare delle soluzioni

Per ogni problema c’è una soluzione, o almeno così pare.

Il problema è chi deve trovarla, la soluzione. A volte, la buona volontà non basta, perciò “è meglio tacere e sembrare stupidi, piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio”. Oscar Wilde, che, se si parla di aforismi, non può mai mancare.

Internet, i social e le bufale

Il 2016 è stato il primo anno in cui la credibilità del web è entrata davvero in crisi. Colpa delle bufale e di chi ci crede e contribuisce a diffonderle, tanto da riuscire a influenzare l’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America – pare.

Del resto, Niccolò Machiavelli l’avrebbe considerato un problema congenito alla natura stessa degli uomini, che “sono tanto semplici e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascia ingannare”.

L’unica vera soluzione l’ha data Vittorio Sgarbi, come un tweet che riecheggia come un monito biblico (a parte il linguaggio): “studiate invece di farvi sempre delle seghe su internet”.

Ipse dixit.

Tempo di elezioni, tempo di democrazia

Sul voto e sulla democrazia sono state dette le cose più altisonanti, eccellenti, nonché le più ciniche (Winston Churchill, ad esempio, oppure Mark Twain).

Molti studiosi ritengono l’esercizio della democrazia sempre più difficile, per varie ragioni. Una di queste l’ha individuata il filosofo Noam Chomsky: “la propaganda è in democrazia quello che il randello è in uno stato totalitario”.

Il problema, però, è che chi dice che gli altri stanno facendo propaganda controllando, ad esempio, web e televisioni, sta solo facendo propaganda egli stesso: non per primo, ma per secondo.

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