7 dicembre 1895: La battaglia dell’Amba Alagi

Storia

7 dicembre 1895: La battaglia dell’Amba Alagi

Una delle più disastrose disfatte dell’esercito italiano in Africa si ebbe all’Amba Alagi, un altopiano etiope, nell’ambito della Guerra d’Abissinia.

Conquistata l’Eritrea, il neonato Regno d’Italia aveva puntato lo sguardo sulla vicina Etiopia del negus Menelik II, desiderosa di ampliare le sue colonie africane per competere con le altre potenze europee. Approfittando di un sospetto riarmo delle truppe etiopiche, nel gennaio del 1985, il governo Crispi, diede ordine al generale Oreste Baratieri di occupare con le sue truppe la regione del Tigrè, governata da un ras avversario di Menelik, ma comunque facente parte formalmente dell’impero del negus. Seguirono numerose vittorie, che portarono gli italiani ad occupare interamente la regione già nell’ottobre di quell’anno. Nel frattempo Giuseppe Arimondi prese il posto di Baratieri, tornato in Italia, al comando delle operazioni. A novembre Menelik rompe gli indugi e muove le sue truppe verso le postazioni italiani. L’avanguardia comandata da ras Makonnen, composta da quasi 30000 uomini, arrivò nei pressi dell’Amba Alagi agli inizi di dicembre.

Questo altipiano era di grande importanza strategica in quanto dominava la via principale che collegava l’Eritrea con l’Etiopia. A presidiarlo c’era una guarnigione italiana comandata dal maggiore Pietro Toselli, e composta da 2300 uomini tra italiani ed ascari, le truppe indigene dell’esercito coloniale. Vista la grande disparità di forze Arimondì inviò l’ordine di ripiegare sulla meglio difesa Macallè ma Toselli non lo ricevette mai, rimanendo così a difendere la postazione come da ordini precedenti. Alle 6.30 del mattino del 7, ras Makonnen lanciò il suo attacco. Dopo svariati tentativi di aggiramento ben respinte dall’ottima disposizione dell’artiglieria predisposta da Toselli, alle 10, stanco dei fallimenti avuti, il ras impiegò tutte le sue truppe, disposte su tre colonne, per annientare la resistenza degli italiani. Solo in pochi riuscirono a sfuggire alla carneficina. La perdita dell’Amba Alagi fu l’inizio di una serie di rovesci che portò alla disfatta di Adua e al successivo trattato di Addis Abeba, che metteva fine alle aspirazioni coloniali dell’Italia sull’Etiopia.

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